giovedì 26 novembre 2009

Belle cose Brutte cose

Belle cose:
giocare, fare l’amore/scopare, il bombolone, viaggiare, stare sul divano con la famiglia e il cane, fare il “covino” nel letto quando non devi andare al lavoro, il cioccolato amaro, passare intere giornate in spiaggia perdendo il senso del tempo, il gelato, il cazzeggio con gli amici, la piada con tutto, stare con i bambini, l’acqua gassata freddissima, leggere e ascoltare musica, il tè verde, la zuppa inglese, fare il bagno al tramonto, sciare sulla neve fresca, condividere e collaborare, le persone semplici, sentire che ti vogliono bene.

Brutte cose:
la morte, il fegato, fare sempre le stesse cose senza cambiare mai, i funerali, la pesantezza dopo aver mangiato troppo, la trippa, le malattie gravi, le code in auto, quando capisci che non era come credevi, non avere con chi parlare quando sei triste, non vedere gli amici, mangiare senza toccare il pane, troppo zucchero e troppo sale, bloccarsi dalla paura, dover correre in bagno quando non sei a casa, la sogliola, le rivalità in ufficio, non avere tempo, i gelati confezionati, dover frequentare gente pallosa, le merendine, le ripicche, perdere il portafoglio, la politica italiana, non sentire che ti vogliono bene.

Pillole Luca

3 MESI
Luca oggi compie tre mesi. Ciò vuol dire: che pesa già 6 kg e ti viene il tunnel carpale se lo culli in braccio, che inizia a seguire tantissimo con gli occhi tutto quello che gli gira attorno, che ha scoperto le manine con le quali gioca per ore come fossero oggetti, che dorme nel lettino e la culla sta per essere completamente abbandonata, che il tempo passa in fretta e i bambini sono come bilance di precisione che lo misurano.
ACQUATICITÀ NEONATALE
Si chiama così l'attività in acqua rivolta ai neonati. Lo scopo, chiaramente, non è quello di insegnare al piccolo i segreti degli stili e le tecniche di nuoto più raffinate, ma di prolungare il piacere dello stare ancora nell'acqua. Si educa il piacere del corpo attraverso la scoperta di sé e lo sviluppo psico-motorio sfruttando l'ambiente acqua come enorme fonte di stimolo. Le prime due lezioni le ha fatte col babbo, la terza (oggi) la farà con la mamma. Le prime due hanno avuto una dinamica praticamente identica: per 15/20 minuti Luca è stato sorridente, sereno, giocoso per poi, improvvisamente, iniziare a piangere disperatamente. Sono state avanzate tre diverse ipotesi: a) è piccolo e dopo poco anche l’acqua lo stanca; b) l’acqua gli scatena una fame pazzesca che va subito sedata; c) vuole la mamma in acqua. Vedremo !
SONNO
Luca inizia presto e finisce presto di dormire
. Più o meno inizia verso le 18 e finisce verso le 4/5 del mattino. Alla lunga ci si abitua a tutto ma, alla lunga, la stanchezza si fa sentire. Giocare, dire le paroline, agitare le manine, fare facce cretine alle 4 del mattino a volte è dura, molto dura.
RINCOGLIONIMENTO
Continua il progressivo processo di rincoglionimento al cospetto del piccolo. I sorrisi, i versetti, i movimenti di braccia e gambe hanno effetti devastanti nel cervello, già fortemente minato, di noi familiari. Si sprecano i “guardaaa”, gli “amoreee”, “che “bellooo che seiii”, abbinati a continue espressioni del “mio cazzo” che solo i bambini sono in grado tirarti fuori.
CACCA
Il mistero rimane: come può un culo così piccolo produrre così tanta cacca, così tanto puzzosa.

mercoledì 25 novembre 2009

Regali di Natale

Manca un mese al Natale. Trenta giorni per adempiere al rito meraviglioso ed orribile del regalo. L’ideale sarebbe portarsi avanti con i lavori in questi giorni in cui, ancora, l’isterismo da acquisto è sotto controllo. Ma io non ci riesco, anzi, non ci provo neppure. Conosco dei ragionieri del Natale (che un pò invidio) che soppesano ogni regalo fatto e ricevuto con il bilancino della convenienza, dell’opportunità, che misurano ogni dono e si aspettano una restituzione per ogni gesto, che riescono a programmare tutto con grande anticipo. Io non solo sono un disastro solo nel fare regali, ma anche nel riceverli. Dopo anni riesco a stento a non esternare il mio disappunto qualora non mi piaccia. A fatica esce dalla mia bocca un “ma che carino”, “mi serviva”, “grazieeee”. A distanza di giorni però, sempre mi assale il dubbio: avrò fatto bene? Non sarebbe stato meglio aver detto la verità ? Avrei dovuto dire che il regalo non mi piace e sono stati gettati al vento dei soldi, che dopo un minuto lo avrei già scaraventato giù dal balcone ?

La casistica di chi mi fa regali è vasta. C’è chi vuole dimostrare che ha dedicato tempo alla ricerca del regalo e alla fattura del pacchetto, sia pur facendo finta di non ricordarsi che era il mio della settimana prima. C’è chi, pur conoscendomi, non ha ancora imparato i miei gusti perché è molto imbranato o molto distratto. C’è chi vuole mandarmi un messaggio, del genere “io ti vedo così, a me piace questo per te”. C’è chi, preso dal panico, si mette nelle mani di una commessa che riesce a sbolognare qualche fondo di magazzino. C’è chi mi chiede cosa desidero e sbaglia ugualmente l’acquisto e chi, per non sbagliare, mi porta con lui.
In ogni caso, dopo anni, ho capito che bisogna diluire la sincerità con robuste dosi di diplomazie, quantomeno a Natale.

martedì 24 novembre 2009

Valori

Tutto sto gran parlare sulla difesa dei valori deve essere molto smitizzato. I valori sono “fattori di coesione sociale” su cui una società si organizza. I valori da sempre cambiano. I valori si svalutano col passare del tempo, si trasformano, mutano. Per esempio le grandi discussioni sulla difesa della nostra cultura cattolica mi fanno ridere. Ma se le chiese sono vuote ormai da anni ! Nella pratica, fuori dai luoghi comuni e dalla dilagante demagogia della difesa della cultura cattolica non frega più un cazzo a nessuno e non serve neppure fare esempi concreti, basta la cronaca.

A mio avviso Il problema vero è essere in grado di sostituire i vecchi valori con dei nuovi che siano altrettanto forti, radicati, che siano nuovi “fattori di coesione sociale”. Il problema è che ai vecchi valori non si sostituisca il niente o, peggio, la tv.
La cosa importante è abbandonare il paradigma giusto/sbagliato, civile/barbaro e accettare il cambiamento, “starci dentro”. Ciò non significa accettare l’idea che si debba prendere tutto così come è del nuovo e buttare via tutto il vecchio.
Devo decidere del mondo vecchio cosa voglio mantenere nel nuovo, pur nell’incertezza. i legami che non voglio spezzare, le radici che non voglio perdere, le parole che voglio ancora pronunciare e le idee che non voglio smettere di pensare. È una cosa difficile ma quello che si salverà non sarà mai quel che abbiamo tenuto al riparo dai tempi, ma ciò che abbiamo lasciato mutare perché ridiventasse se stesso in un tempo nuovo”.

lunedì 23 novembre 2009

23 marzo 1980

C'è una data e un'ora: le cinque della sera di domenica 23 marzo 1980. Quel giorno, in quel preciso momento, per me è finito un sogno. Quel giorno il calcio italiano, con le sue storie, la sua retorica e i suoi campioni fu sbattuto in galera e per me smise di essere quel mondo magico, fantastico, fiabesco, emozionante che era stato fino a quel momento . Quando i carabinieri, alle cinque della sera, si presentarono nei principali stadi della Serie A per ammanettare (sì, ammanettare) alcuni tra i più famosi calciatori di serie A, mi fu chiaro che quello che pensavo del calcio dei grandi, in gran parte, non era vero. Fu la fine, dolorosa, di una passione, la scoperta di un tradimento. Fine di un mito, favola finita. Una farsa ben confezionata, ecco cosa è diventato per me il calcio professionistico.

Quando vedo i miei amici infuocarsi davanti ad una partita penso sia un evidente esempio di regressione infantile: identificandoti con dei giocatori, in parte, rivivi le stesse emozioni forti che hanno caratterizzato la tua gioventù. Una sana regressione non fa mai male, basta non esagerare. Ma io non riesco più perché, ogni volta, la mia mente torna a quel doloroso 23 marzo 1980. Un po’ invidio chi conserva questa capacità di tornare bambini davanti ad uno schermo, ma io non ci riesco. Guardo i gol, apprezzo la giocata spettacolare ma dal quel giorno tutto il resto per me è un teatrino patinato che muove interessi spaventosi. Per fortuna resta il gioco, bellissimo !

sabato 21 novembre 2009

Politicamente corretti

1) D'Alema: "E' stato un onore essere candidato come ministro degli esteri UE". D'Alema: "Che figura di merda".

2) Sono curioso di vedere le scuse più assurde che troveranno per "ammucchiare" la morte della transessuale brasiliana coinvolta nel caso Marrazzo, trovata carbonizzata nel suo appartamento. Problemi cardiaci? Altre patologie pregresse? Il virus H1N1? Ha avuto rapporti con l'uomo torcia dei fantastici 4? Corto circuito mentre lavava il PC sporco nel lavandino?......

venerdì 20 novembre 2009

"I miti del nostro tempo"

Come al solito consiglio a tutti di leggere i libri di Galimberti. Non sono letture tipicamente "leggere" ma di sicuro interessenti, lucide, illuminanti. Anche quest'ultimo libro, che ho letto in pochi giorni, aiuta a chiarire le idee, a mettere in fila i pensieri, a dare il giusto nome alle cose.

Scheda del libro
Culto della giovinezza, idolatria dell’intelligenza, ossessione della crescita economica, tirannia della moda, felicità e amore materno, sicurezza e potere, nuove tecnologie: sono alcuni dei miti di oggi che Umberto Galimberti passa in rassegna per smontarli e denunciarne la natura ingannevole, mostrando come i falsi miti del mondo in cui viviamo siano in realtà “idee malate”, non avvertite come tali, e quindi tanto più capaci di diffondere i loro effetti nefasti senza trovare la minima resistenza.
Chi non ha il coraggio di aprirsi alla crisi, rinunciando alle idee-mito che finora hanno diretto la sua vita, si espone a quella inquietudine propria di chi più non capisce, più non si orienta.
I miti del nostro tempo, sono le idee che più di altre ci pervadono e ci plasmano come individui e come società. Quelle che la pubblicità e i mezzi di comunicazione di massa propongono come valori e impongono come pratiche sociali, fornendo loro un linguaggio che le rende appetibili e desiderabili. I miti sono idee che ci possiedono e ci governano con mezzi che non sono logici, ma psicologici, e quindi radicati nel profondo della nostra anima.
Sono idee che noi abbiamo mitizzato perché non danno problemi, facilitano il giudizio, in una parola ci rassicurano. Eppure occorre risvegliarsi dalla quiete apparente delle nostre idee mitizzate, perché molte sofferenze, molti disturbi, molti malesseri nascono proprio dalle idee che, comodamente accovacciate nella pigrizia del nostro pensiero, non ci consentono più di comprendere il mondo in cui viviamo. Per recuperare la nostra presenza al mondo dobbiamo allora rivisitare i nostri miti, sia quelli individuali sia quelli collettivi, dobbiamo sottoporli al vaglio della critica, perché i nostri problemi sono dentro la nostra vita, e la nostra vita vuole che si curino le idee con cui la interpretiamo.

Promemoria di un neo-padre

Ancora Luca è piccolo ma in questo ultimo periodo mi viene spontaneo riflettere sul mio ruolo di neo-padre, sul significato profondo dell’educare un figlio. Ho scoperto che la risposta è già contenuta nella parola stessa, che il significato è già insito nella sua etimologia: e-ducere, ossia “tirare fuori”. Un bambino non è un vaso da riempire, ma un tesoro da estrarre. Il fine ultimo è quello di aiutarlo a far emergere la sua vera natura, a farlo diventare ciò che è. Non a caso la parola crescere ha la stessa radice della parola creare. Si dice spesso che i figli dipendono dai genitori, ma quante volte è vero anche il contrario.

"Figli si nasce (o si viene adottati) genitori si diventa” e già questa semplice frase dice tanto. Aldilà della retorica e dei luoghi comuni è evidente che essere genitori è difficile e lo è tanto più in questa epoca, in un mondo in perenne e veloce cambiamento. Allo scopo ho preso appunti, ho stilato un promemoria da consulatare e aggiornare peridodicamente:
1) Educare davvero è libertà, è accompagnare, è far uscire, da non confondere con il resto che è addestrare, ammaestrare, indottrinare, proiettare, controllare;
2) Liberati dall’ansia, dal peso di non dover mai sbagliare;
3) Liberati dal misurare l’amore con la dipendenza e non rendere tuo figlio troppo dipendente da te facendone un handicappato esistenziale;
4) Ricordati che più che le parole dette sono importanti i comportamenti e il clima che respira;
5) Non abituarlo ad un rapporto di amore eccessivo, assoluto, simbiotico, perché poi dagli altri non lo riceverà pur pretendendolo o dando per scontato di doverlo ricevere;
6) La cosa più bella che può fare un genitore (che è anche la più difficile) è quella di “amare ciò che si allontana da te”, quando un genitore ama il controllo ama solo il suo egoismo.

mercoledì 18 novembre 2009

Adulto e bambino

La differenza vera tra un adulto e un bambino è che l'adulto vuole essere bambino e il bambino adulto.

Non sono d'accordo con Jumpy e Gramellini

Jumpy (un blogger che leggo molto volentieri) in seguito ad un articolo apparso sul Corriere della Sera“, esprime in modo chiaro, diretto, ficcante un’idea che, peraltro, viene condivisa da molti intellettuali di sinistra, tra cui Gramellini e Serra ad esempio.
"La salvezza processuale di Berlusconi è divenuta manifestamente un argomento di trattativa politica. E' accettato che si possa negoziare con lui tenendo in conto questa sua richiesta. E poi ci s'interroga se sia stata (o se sia) possibile una trattativa dello Stato con cosa nostra. Questo fatto mi mette i brividi. Perché rappresenta la realtà e parla di un Paese sotto il ricatto di un megalomane (per essere buoni...). Di fronte a tutto ciò mi sale una gran rabbia nei confronti di chi, pur schifando Berlusconi, non ha votato "perché non mi riconosco in nessun partito", di chi ha storto il naso prima su Prodi, poi su Veltroni e ora magari su Bersani, di chi mandava affanculo tutti in piazza. La colpa di questa situazione è fondamentalmente di queste persone."

Non sono d’accordo ! Mi sono rotto i coglioni di votare il meno peggio ! Basta con questo stantio modo sinistroide di pensare, di questo ricatto morale fondato sull’antiberlusconismo. Voglio uscire dalla perenne, insignificante, ingessante contrapposizione tra destra/sinistra, libertà/comunismo. Ho votato il primo Prodi e due intellettuali di sinistra come D’Alema e Bertinotti hanno pensato bene di far cadere quasi subito il suo governo, guardandosi bene dal risolvere il problema principe del conflitto di interessi. Ho votato anche il secondo Prodi e sono stato subito ripagato con un sano indulto. Ma vaffanculo !

La nostra società è piena di problemi complessi che richiedono tanta intelligenza, quantità industriali di visioni ad ampio raggio. Il prossimo che voto non voglio che sia il meno peggio ma, quantomeno, deve provare a trovare soluzioni complesse per gli attuali problemi complessi. Conosco molti di quelle persone che secondo Jumpy hanno la colpa e so per certo che non si limitano a mandare a fanculo, ma dedicano il loro tempo al gruppo di acquisto solidale, investono i loro soldi nel fotovoltaico, protestano contro il potenziamento degli inceneritori, ......in poche parole fanno politica concreta invece che stare a casa con la puzza sotto al naso. Non si può predicare bene e razzolare male, c’è bisogno di gesti più che di parole per cui diffido sempre più dei bei discorsi e mi lascio sedurre dagli esempi, dalle azioni concrete.

La colpa è di chi non vuole ragionare diverso.
La colpa è delle persone “sanamente” di destra che, invece di scendere in piazza per avere un vero leader credibile, continuano ad appoggiare e votare questa persona che svilisce i loro ideali.
La colpa è degli intellettuali di sinistra come Jumpy che parlano bene e scrivono meglio, ma che nei fatti fanno poco o niente se non seguire altri intellettuali di sinistra che parlano e scrivono ancor meglio.
La colpa è della radicata e ancestrale assenza di concetto di stato negli Italiani che votano in modo fanatico, tifoso, ignorante, o peggio interessato.
La colpa è che è sempre colpa di qualcun’altro e mai la nostra.

martedì 17 novembre 2009

Poesia: siediti qui

Ascoltami, tu che sei bravo a parlare.
Per una volta ascoltami
il senso della vita
rientrare alle 20
non avere tempo
gettare le basi
fare
coraggio
difficoltà
cambiare
impossibile
aspettative
soldi
mutuo
benessere
110 mq
guardarsi dentro
guardarsi affianco
dimostrare
sogni
diversi dalla realtà
possibilità
futuro
trent'anni
punto
Ti lascio qui, ora. Pensaci. Hai una vita davanti.
Gianlu

Cammino

Non mi è mai piaciuto camminare, ma mi ritrovo a camminare, tutti i giorni, diverse ore al giorno, non per sport ma per necessità. Ho un cane (Cruma) che vuole uscire almeno una volta al giorno e un figlio (Luca) che spesso si addormenta solo se lo si spinge sul passeggino. Quando alleno necessariamente cammino. Abito al secondo piano per cui tra una cosa e l’altra faccio su e giù per le scale cento volte al giorno.

Perché dico questo ? Perché penso che tra i segreti per far funzionare una qualsiasi relazione che dura nel tempo ci sia la capacità di fare anche cose che non ami fare o che non vorresti assolutamente fare. Bisogna volere che la relazioni funzioni, occorre mettercela tutta per farla funzionare partendo dalle piccole cose, anche dalle più insignificanti. Io cammino. Ad esempio, la Cruma il 5 novembre ha compiuto 9 anni e, considerando che la porto fuori in media una volta al giorno, vuol dire con lei ho già fatto circa 3300 passeggiate. Luca è con noi da poco più di 2 mesi e, considerando che lo porto fuori almeno una volta al giorno, sono già a quota 60/70 passeggiate.
Cammino e continuerò camminare. Cammino, vado in centro, al parco, la mare, a destra, a sinistra, perché penso che farlo faccia parte della relazione, perché le relazioni si fondano anche sulle piccole cose, sui piccoli sacrifici quotidiani. Cammino anche se il ginocchio mi fa male, se mi costa fatica, se non mi piace farlo perché vedo la Cruma correre felice e Luca dormire sereno, perchè penso sia una di quelle cose da fare per far funzionare una relazione.

lunedì 16 novembre 2009

Paolo M. a Report

Avere un amico giornalista intervistato da Report mi riempie di orgoglio. Anche solo una breve apparizione a Report, fa giornalista vero.......Complimenti !
Per chi se lo fosse perso: http://www.report.rai.it/ al minuto 26.

Pillole All Blacks

ALL BLACKS
3 – 0 per l’Italia (strano ma vero), calcio piazzato per gli All Blacks, fischi dagli spalti, lo speaker prega tutti gli 80.018 presenti a San Siro di non fischiare in quanto i fischi non sono contemplati in nessun stadio di rugby. Che enorme lezione !
A parte questa piccola reminiscenza calciofila il clima prima, durante e dopo la partita è stato davvero fantastico, una festa a tutti gli effetti. Non è ovviamente mancato lo spettacolo nello spettacolo, con emozioni e pelle d'oca già all'inno di Mameli cantato da Denis Dallan prima che gli ottantamila del Meazza trattenessero il respiro davanti all'Haka, la danza aborigena che da sola ha valso il prezzo del biglietto.
Poi la partita che, dal mio modestissimo punto di vista, è stata una delusione. Sarà stata la visuale leggermente distante del terzo anello, la rete di protezione che impediva di mettere a fuoco anche alla macchina fotografica, la formazione largamente rimaneggiata degli All Blacks, ma la partita l'ho trovata bruttina e un po' noiosa. Mi sono mancata i primi piani televisivi, il poter godere dei particolari, delle espressioni, delle facce. Gli esperti posti dietro di me hanno detto, però, che l’Italia ha ben figurato ed in alcuni momenti (del tutto a mia insaputa) ha giocato persino bene. Non faccio parte del popolo del rugby per cui penso di dover imparare molto da questo sport, dai suoi valori e dalla disarmante lealtà. È lo sport ideale per chi ama darsele di santa ragione, senza fare complimenti ma evitando tutti gli inutili e spiacevoli annessi e connessi.
AGRITURISMO
Non avendo pranzato, purtroppo, ci siamo presentati ai blocchi di partenza del ricco e “leggero” menù troppo, troppo carichi. In men che non si dica abbiamo ordinato al simpaticissimo cameriere, dicendo: “fai te, portaci più roba che puoi”. Così in un battibaleno hanno fatto la loro apparizione (breve ma intensa) tre ottimi primi. A seguire tigelle e gnocco fritto con tutto: affettati, polpettine, sedie, bocconcini di bollito, intonaco, formaggi vari, mostarda, lardo, marmellata, nutella, putrelle. Abbiamo dovuto anche ordinare un pigiama per l’amico A. che, a metà cena, ha fatto un pisolino per poi riprendersi alla grande nel finale.
STRONZATE
Purtroppo o per fortuna, il clima del popolo del rugby ha resuscitato vecchi istinti infantili e nel post partita, in una stazione di servizio, sono state organizzate squadre per mischi furibonde, rimesse laterali con tanto di “ascensore”, placcaggi del terrore, mete con calcio piazzato, mete con azione manovrata. Quindici, venti minuti ad altissima intensità dai quali alcuni ne sono usciti leggermente malconci. Chiaramente sul pulmino non abbiamo parlato per niente di una cosa che comincia con la “F” e finisce con “iga” e non ci siamo presi per il culo reciprocamente. Da segnalare la comunione a base di tigelle offerta ai commensali da "padre sinuoso".
RITORNO
Il viaggio di ritorno è stato tragicomico
. Reggere il ritmo delle stronzate all’una e mezza di notte, stanchi, drogati di cibo, qualcuno leggermente “allegro” per i mille nocini, è stata davvero dura. Alcuni non hanno retto è si sono lasciati andare stampandosi contro i finestrini. Altri hanno resistito a stento alla pressione incalzante delle stronzate inventate e di ricordo, ai cori, alle sirene improvvise di un piccolo megafono, alle prese per il culo. Come da previsione ci siamo coricati molto tardi, stanchi morti, molto più stupidi, ma molto più felici.

venerdì 13 novembre 2009

Di fronte agli All Blacks

Oggi sarò tra gli 80.000 di San Siro per vedere la nazionale italiana di rugby affrontare i mitici All Blacks. Non che sia diventato un esperto/appassionato di rugby (come va di moda ora), ma sono molto curioso di vedere dal vivo una partita e, soprattutto, i “tutti neri” fare la famosa Haca (danza tipica popolo Maori).
A dirla davvero tutta è, più che altro, l’ennesima scusa che 11 amici hanno trovato per organizzare una sana giornata di totale regressione per soli uomini. Questo è il programma:
Ore 8,00 ritrovo, colazione, partenza in pullman alla volta di Milano per giretto in centro.
Ore 14,00 ingresso allo stadio, partita con terzo tempo compreso.
Ore 17,30 ripartenza alla volta di Modena per raggiungere un fantastico agriturismo dove mangiare gnocco fritto, tigelle, lardo, cappelletti, tagliatelle, affettati misti, …….leone, giraffa, rinoceronte, ….., tutti i contorni, dolci misti della casa e caffè (in pratica tutto).
Ore 01,00 (circa) viaggio di ritorno in cui è vietato dormire anche se in pessime condizioni psico-fisiche.
Ore 03,00 (molto circa) ritorno per il meritato riposo di certo più stupidi ma più contenti.
Insomma, con la scusa degli All Blacks, si prevede la tipica giornata contrassegnata da un'enorme quantità di cazzate varie, con volumi altissimi di pensieri semplici !

Fini in tv

Il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, in occasione dell’uscita del suo ultimo libro, è stato molto presente sui media in questi ultimi giorni. Mi ha colpito perché ha detto cose di grande spessore politico con equilibrio, saggezze e intelligenza.
Ora la domanda che mi sorge spontanea è: perché lo ha fatto e perché proprio ora ? Ho individuato tre possibili risposte come nei test per l’esame della patente dove c’è una risposta sicuramente giusta, una sicuramente sbagliata e una terza che ti dà da pensare, che ha il trabocchetto:
1) Fini si è rotto il cazzo del signor B. ed è in procinto di mandarlo a fare in culo stanco di una politica personalistica, senza contenuti, fatta solo di slogan privi di senso. Ha fatto l’ultimo disperato tentativo di frenare il signor B. nel compiere l’ennesima porcata;
2) Fini è solo un emissario del Pdl che, in vista delle regionali, deve recitare la parte del politico “intelligente” che dice cose sagge e giuste per compensare le stronzate dette e fatte dal signor B.;
3) Fini, durante la presentazione del libro “Il futuro della libertà”, ha semplicemente detto ciò che pensa senza nessun tipo di finalità particolare.

La forza della parola

Mercoledì, stranamente, non mi sono addormentato come al solito davanti alla tv. Stranamente, ho assistito a una meravigliosa serata televisiva grazie a un teatrale Roberto Saviano. Un Saviano che ancora non avevo conosciuto. Si è proposto sotto forma di attore che dimostra la forza della parola, che dimostra come esistano uomini assolutamente imperfetti che, grazie a "parole perfette", riescano a combattere battaglie importantissime.
La forza della parola non nascosta né perduta, la parola scritta o detta che dà la possibilità di esistere e che vive attraverso le storie di grandi persone, come Anna Politkovskaja e Miriam Makeba. Perchè i boss, la mafia, il potere corrotto, la politica non hanno paura degli scrittori che denunciano ma della gente che legge quello che scrivono, del fatto che le loro parole si diffondano, che aumenti la consapevolezza. Hanno paura che, grazie alle parole, una massa acritica di persone prenda coscienza. L'ignoranza è l'arma di distruzione di massa più pericolosa e più dannosa.
Comunque la si pensi Roberto Saviano è una risorsa per questo Paese, un esempio da seguire in una nazione dove si sente forte la mancanza di esempi. Lo dimostra il fatto che ieri il mio amico Andrea (mai letto un libro in vita sua) mi ha chiamato per dirmi: "ho visto in tv quello scrittore che ti piace, mi ha folgorato e mi sono segnato tutti i libri di cui ha parlato. Li leggo tutti !".

mercoledì 11 novembre 2009

Modo normale

Alcuni studi hanno dimostrato che: la maggior parte delle persone quando fa la doccia si insapona dall’alto verso il basso e quando legge il giornale lo fa dalla prima pagina all’ultima. Aldilà del fatto che sono studi di cui penso non freghi un cazzo a nessuno, mi sono posto il problema della mia normalità. Per quanto concerne la doccia sono con la maggioranza, normale. Ma il giornale lo leggo quasi sempre al contrario, fuori norma.

Il bilancio è: sono normale a metà, strano a metà, conformista a momenti o originale a intermittenza.
Ma esiste per forza un modo corretto di leggere il giornale e di fare la doccia ? Dall'inizio alla fine, dalla fine all'inizio, da sopra a sotto, dal centro.. che differenza fa ? L’importante è trovare il proprio modo di fare la doccia e di leggere il giornale anche se non è normale. Forse la nostra specificità, la nostra parte migliore risiede proprio nella parte folle che è in tutti noi.

Presenti nell'attimo

Presenti nell'attimo. Consapevoli del ciclo. In armonia con l'eterno.” (R. Assagioli)
Che bella frase ! Che bel obiettivo !

Tempo che ti è dato da vivere

Le centinaia di immagini proiettate dalla tv per i festeggiamenti della caduta del muro di Berlino mi hanno fatto balzare alla mente come abbia vissuto periodi della mia vita in cui neppure mi sono reso conto degli anni in cui stavo vivendo. Capivo poco o nulla del contesto in cui mi muovevo, del periodo sociale in cui ero inserito. Quel tempo era semplicemente il tempo che mi era dato da vivere a prescindere dal passato, dal futuro, dal contesto sociale e politico. Ad esempio a ventanni la caduta del muro mi è scivolata tra le dita leggera come il vento. Era talmente intenso ed emozionante il quotidiano del mio micromondo che quasi non esisteva altro, che quasi non esitevano neppure passato e futuro.

In altri periodi, invece, ho avuto la fortuna di essere molto consapevole di cosa stessi vivendo, del fatto che stessi bene, che fossi felice nel vivere esperienze belle, uniche, irripetibili in quel dato periodo storico e in quel dato contesto sociale. Per esempio dai 25 ai 35 è stato così ! Pur avendo mio padre malato e problemi come tutti, ero perfettamente consapevole che stavo conducendo un'esistenza molto piacevole e lo stavo facendo quasi al meglio delle mie possibilità. È una cosa che apprezzo molto anche se il tutto è, chiaramente, deformato dal culto della memoria che tende a ricordare solo il meglio. Dicono che rimpiangere il passato aiuti ad affrontare meglio il presente, aiuti a dare senso al panorama attuale. È un piacevole inganno che da generazioni aiuta gli uomini a vivere.

martedì 10 novembre 2009

"Che fai tu per essere felice?"

"Che fai tu per essere felice?".

Pillole Luca

VACCINO
Ieri Luca ha subito la sua prima vaccinazione
. Sulla opportunità o meno di somministrare al piccolo la famosa esavalente ho sempre nutrito fortissimi dubbi. Il fatto che sia adottivo e che chi non si sottopone al “così fan tutti” preventivo viene segnalato, ha spazzato via ogni dubbio. Abbiamo abbandonato ogni tipo di valutazione critica, prendendo questa cosa come uno dei tanti postulati della vita. Quando l’ago si è infilato nel rotolino di grasso, centrale, della gamba destra ha pianto disperatamente solo pochi minuti, anche perché è stato subito rincuorato con super biberon colmo di latte. Nel pomeriggio niente febbre e nessun particolare nervosismo. Prossimo richiamo in gennaio, purtroppo.
BATTESIMO
Ieri abbiamo fissato anche la data del battesimo: 8 dicembre.
È la data del nostro matrimonio; è la festa della Madonna; è un giorno di festa che mi è sempre piaciuto tanto; è il giorno in cui (sin da bambino) faccio l’albero di natale e il presepe; è la data in cui, per me, ha inizio la parte più bella delle festività natalizie, il "pre", l'attesa.
LETTINO
Ieri abbiamo eliminato uno dei primi simboli dei primi mesi di vita di Luca. Sembrerà assurdo ma ci è sembrato di aver lasciato alle spalle un periodo importante del nostro cammino insieme. Da ieri è cresciuto, ha lasciato la piccola, ovattata, rassicurante culla in vimini per immergersi nel nuovo, grande, comodo lettino in legno. È sempre difficile lasciarsi alle spalle qualcosa.
EFFETTO VIAGGIO
Da quando è arrivato Luca vivo come in un costante clima da viaggio. Per prima cosa, nonostante si cerchi di programmare il più possibile le giornate per fissare le rassicuranti abitudini che tanto piacciono ai bambini, ogni giorno ci sono piccole/grandi novità, problemi, gioie che animano, che rendono particolare il quotidiano. Le ore di sonno sono diminuite ma soprattutto la continuità del riposo si è drasticamente ridotta. La notte si compone di centinaia di brevi risvegli che contribuiscono a darmi le sensazioni tipiche di un viaggio intercontinentale, i tipici effetti da jet lag: stanchezza perenne, sonno diffuso, abbiocchi terrificanti alle ore più impensate.

sabato 7 novembre 2009

Supplementi salute

Mia sorella è una divoratrice di supplementi salute e riviste di salute che anno dopo anno ruotano sempre intorno agli stessi argomenti. Qualche volta si contraddicono, ma succede a distanza di molti mesi o anni e quindi pochi se lo ricordano. Altre volte sono proprio loro a giocare per enfatizzare il cambio di rotta. La maggior parte delle volte, però, danno notizie fondate ma estremamente semplificate: il broccoli combattono i radicali liberi, la vitamina C combatte l’invecchiamento e il cancro.
Mia sorella tende a condividere con tutti questa sua passione, questo innato istinto da medicina 33. La cosa che più mi fa ridere non è che lo faccia ma la reazione che provoca nei suoi interlocutori.
Alcuni non si scompongo pensando che una sana alimentazione sia fatta di tante sane abitudini che vanno acquisite e consolidate nel tempo (e io sono tra questi).
Altri leggono queste notizie e scendono in strada per comprare i broccoli convinti che per un giorno sia giusto combattere i radicali liberi. Inziano a godere nel mangiarli perché pensano di migliore il loro corpo, che ogni boccone di broccoli sia un killer di centinaia di radicali liberi.
Altri ancora escono e comprano la nutella, un bombolone, una coca cola, i baci perugina, gli smarties, un cornetto, la cioccolata con panna, le brioches piene di crema, le patatine fritte o altre cose del genere, le più unte e grasse possibile. Dopo i racconti di mia sorella mangiano ancor più schifezze perché sono buone, perché sono dolci, perché pensano che si vive una volta sola per cui a fanculo i radicali liberi.

Domande

Soffri il cambio di stagione anche se pensi che l’inverno abbia un sacco di aspetti positivi ?
C’è differenza tra ciò che fai nel quotidiano e ciò che vorresti fare?
Hai la sensazione di non aver ancora trovato la tua vera vocazione?
Hai la voglia di fare anche altro ma per mancanza di tempo, di energie, indolenza o paura non lo fai e, probablimente, non lo farai ancora per molto ?
Vorresti trovare più pace, più equilibrio tra le diverse parti di te?
Vorresti goderti di più le cose meravigliose che hai nel presente anche perché è l’unica cosa sensata da fare ?

Se hai risposto no alle mie domande, congratulazioni ! Sei felice o vicinissimo dall’esserlo. Ma se hai risposto sì anche a una sola domanda sappi che siamo in due. Potremmo fare qualcosa. Potremmo cominciare col parlare apertamente di tutto questo invece che di altro, col cambiare le idee che abbiamo in testa, col proclamare chiaramente la nostra volontà di cambiare. Oppure potremmo semplicemente accettare tutto ciò come assolutamente normale. C’è poi sempre la variante “botta di culo” o “botta di sfiga” rispetto alla quale, improvvisamente, smetti di farti ogni tipo di sega mentale.

venerdì 6 novembre 2009

Cose che non si possono dire

Uno dei giochi che più mi piacciono è quello di “dire le cose che non si possono dire”. Spiego brevemente il gioco: si prende un amico vero che ti vuole bene, non ti giudica, non punta il dito, uno di quelle persone (rare) che ti vuole bene per quello che sei. Poi inizi a dire tante piccole/grandi cose che non si possono dire perché strane, offensive, inopportune, spregevoli, disdicevoli, sporche, non corrette. Cose che hai dentro, che pensi, che fai ma che normalmente non puoi dire perché difficilmente accettate dalle normali convenzioni sociali, dal contesto in cui vivi.
Ecco un esempio di cose che non si possono dire:
- Quando la sera accompagno la Cruma in giardino per fare la pipì la faccio anch’io, in giardino;
- Quando mia moglie non mi vede mangio le unghie a Luca per non dovergliele tagliare;
- Guardo sempre che aspetto ha la mia cacca;
- Provo invidia fuori dal comune quando mia moglie lava il culo a Luca, quando gli fa i complimenti per un bel rutto o quando lo incita a liberarsi lo stomaco con scoregge del terrore;
- Perché nella vita tutto si deve sempre compensare ? Perché non si può avere tutto ? Perché per godere della bellezza di diventare padre si deve rinunciare a fare l’amore con regolarità ?
- Dalla mia esperienza le persone che hanno fatto il liceo classico sono bravissimi, educatissimi, preparatissimi dal punto di vista teorico, ma dal punto di vista pratico, nel prendere delle decisioni in tempi brevi, nell’essere versatili e flessibili sono un disastro;
- …………………………..(a voi altre cose che non si possono dire).

giovedì 5 novembre 2009

Pillole

CROCIFISSO
Se invece di togliere provassimo ad aggiungere ?
Se invece di imporre un’unica religione per tutti provassimo a consentire a tutti di trovare la propria dimensione spirituale ? Se invece di limitare, contrapporre, dividere provassimo a aggiungere, integrare, allargare ? Ci sono tante forme di follia e di odio ma quelle che usano la religione sono le peggiori.
CHIUSURA DI VENA
Io, come tutti, ho le mie “chiusure di vena”, cioè cose mi mandano giù di testa più di altre senza un motivo particolarmente rilevante, senza che ci siano cause davvero molto importante che lo giustifichi. In questo momento le mie maggiori “chiusure di vena” sono i due ex radicali Rutelli e Capezzone, non li sopporto. Mi stanno tremendamente sui coglioni. Quando li vedo in tv devo cambiare canale come quando in un film vedi una scena troppo crudele, toccante e non reggi all’emozione.
PENSIERI LATERALI
Quando sento parlare di “casi” eclatanti riguardanti politici, persone di spettacolo, volti noti, non riesco a non pensare a cose c’è dietro, al lato B, a quello che non è in luce. Non posso non pensare alle mogli, ai mariti, ai figli, ai parenti, alle relazioni che vengono stravolte, alle sofferenza di persone che quasi nessuno prende in considerazione. Dietro agli errori dei “personaggi” ci sono vite che ne subiscono le conseguenze peggiori. Per esempio, la figlia di otto anni di Marrazzo: va ancora a scuola ? La prendono per il culo ? Piange nella sua cameretta ? È stata trasferita in un’altra città per proteggerla ? Ha parlato col babbo ?
INFLUENZA
Penso fermamente che l’allarmismo sia assolutamente fuori luogo, penso che sotto ci sia una grossa strumentalizzazione perpetrata da più parti, penso che purtroppo non viviamo più nel mondo reale ma in quello che ci propone la TV. Detto questo, con Luca piccolo, non riesco a sbattermene il cazzo di tutta sta storia sulla H1N1 per cui mi lavo le mani spesso, non bacio e non “strapazzo” più di tanto i bambini come facevo prima, se sento uno starnuto subito mi allontano. La cosa che mi fa più rabbia è che la paura che provo ha poco a che vedere con la realtà ma è il telecomando, è il giornale a incutermela. Daltronde se ogni giorno solleticano le nostre paure profonde, alimentano il terrore facendo la conta dei morti non c'è da stupirsi se tutti, chi più chi meno, soffriamo di una certo grado di fobia, di paura.

mercoledì 4 novembre 2009

Fare meno per farlo meglio

Da un mese a questa parte alleno meno, o meglio trascorro meno tempo con dei bambini in possesso di una palla. Prima allenavo tre ore e mezza, ora solo un’ora e mezza. Prima seguivo due gruppi di bambini, ora uno solo. Prima mi sentivo come in una catena di montaggio, fuori un gruppo dentro l’altro, ora sono tornato a fare tutto con molta più calma. La fretta mi costava fatica perché i bambini durante un allenamento ti regalano una “dimensione ampia” di sé stessi che per apprezzarla richiede calma, attenzione e una buona dose di tranquillità. In un allenamento, nel gioco di un bambino c’è insito un forte sento di libertà di cui è bello godere. La fretta era diventata una sorta di prigione perché dovevo fare tutto con ritmi troppo alti, dovevo condensare in poco tempo tante, troppe relazioni e sentivo di perdere qualcosa di bello di quei piccoli amici.

Complice il fatto che sono di formazione cattolica e nutro dei sensi di colpa “nell’abbandonare” dei bambini a cui sono legato, che anche lasciando un gruppo mi sembrava comunque di perdere qualcosa, la decisione è stata sofferta. Per anni ha prevalso un certo senso di onnipotenza adolescenziale, ma poi il senso di frustrazione è aumentato progressivamente e la fretta ha iniziato a pesarmi più del dovuto. Mi mancava il tempo del pre e post allenamento dedicato agli scherzi, agli sguardi, ai sorrisi, ai brevi dialoghi surreali, alle pillole di saggezza dei frugoletti. L’arrivo improvviso di Luca ha reso tutto più semplice e, dopo aver resistito a non poche pressioni che mi spingevano a ripensarci, è stato semplice tornare a fare quello che mi fa star meglio: assaporare maggiormente queste piccole storie che si intrecciano con la mia in un pezzo di esperienza umana condivisa.

lunedì 2 novembre 2009

Profondamente scazzone

Vorrei essere profondo ma anche “scazzone”.
Vorrei essere sensibile ma anche ironico e autoirinoco, carico di pensieri semplici ma non superficiale.

Sullo scazzone ho già fatto molto, sull’ironico e autoironico sono a buon punto, sulla sensibilità ho fatto progressi, sulla carica di pensieri semplici senza essere superficiale ci sto lavorando.

domenica 1 novembre 2009

La forza dell'assenza

Nel 1993 ho avuto la fortuna di allenare uno splendido ragazzo di vent'anni, Gabriele. Era forte, intelligente, simpatico, pieno di vita. Eravamo più che amici, avevamo un’intesa speciale quasi fossimo due fratelli. Purtroppo, solo sette anni dopo è morto per un melanoma gravissimo. È morto, soffrendo molto, dopo una lenta e straziante agonia. Gli ultimi anni, in particolare gli ultimi due, siamo stati vicinissimi. Ci si vedeva minimo due volte alla settimana e ci si sentiva quasi tutti i giorni. Tra una partita alla play, una passeggiata e una tea con biscotti parlavamo della morte, della sua morte. Per fortuna avevo già perso mio padre per cui avevo già maturato qualche anticorpo che mi permettesse di affrontare con un'impensabile “sereno distacco” questa pesantissima situazione. Poche ore prima della sua morte improvvisa, ho avuto la fortuna di poterlo salutare per l’ultima volta. Destino, fortuna ma è una cosa che non dimenticherò mai.

Ogni anno il 31 ottobre ci incontriamo con amici e parenti per la messa dell’anniversario. Ogni anno c’è un’atmosfera particolare. Un mix tra la felicità, la gioia per il ritrovarsi e una forte malinconia e tristezza perché Gabry non è più con noi.
Quest’anno l’atmosfera è stata ancor più particolare del solito. La chiesa era piccola e molto intima. Don Valerio è stato a dir poco toccante nella sua totale semplicità in una omelia che mi ha risvegliato il desiderio di tornare a messa. Quest’anno con me e mia moglie c’era Luca e, ad un certo punto, guardandolo, avrei pianto dalla gioia pur essendo molto triste.
Ecco due tra le tante riflessioni che ho fatto:
1) la morte è difficile da accettare, da sopportare, da capire. La morte obbliga a soffrire e a fare fatica ma allo stesso, dopo averla affrontata, dopo aver sofferto e fatto fatica è in grado di regalarti strane sensazioni di limpida, chiara felicità come quelle di ieri.
2) ci sono persone che pur essendo essenti sono molto presenti. A volte l’assenza, per assurdo, è più forte, più potente della presenza fisica. È un po’ come quando, per farsi desiderare, non si va ad un appuntamento e l’assenza diventa più forte della presenza. Forse vaneggio, non so, ma mi sembra che sia un po’ così.

sabato 31 ottobre 2009

Somiglianze e differenze

In molti mi dicono che Luca mi somiglia. In molti dicono a mia moglie che Luce le somiglia. Non capisco mai se lo dicono pensando di premiare il nostro impegno da neogenitori o se la poesia di un neonato adottato riduce drasticamente l'obiettività delle persone. La cosa mi fa sorridere anche se, ad onor del vero, esistono numerosi studi scientifici che dimostrano come nel tempo (non dopo neppure 2 mesi) i bambini adottivi tendano, in modo plastico, ad assomigliare ai genitori non naturali a dispetto della genetica.

Questa cosa mi ha fatto riflettere sul fatto che quando inizi un rapporto, quando conosci una persona nuova, prevale il “fare teatro di sé”, il porsi in mostra e si tende a mettere in evidenza le somiglianze rispetto alle differenze, "io sono uguale a te". È un modo contrario di procedere rispetto alle relazioni lunghe dove le differenza vengono sottolineate continuamente per non vederle soccombere o per creare una buona armonia degli opposti.
Si inizia una relazione cercando tutto ciò che ci accomuna per fonderci e si finisce cercando tutti ciò che ci differenzia per mantenere il più possibile l'illusione di una certa autonomia. Nello specifico, oggi non facciamo altro che mettere in evidenza le somiglianze con Luca, tra qualche anno probabilmente saremo tra coloro che diranno: "tuo figlio è come te, da chi avrà preso, ........". Allo stesso modo non oso pensare a cosa dirà Luca di noi, tra qualche anno, da adolescente per esempio.

venerdì 30 ottobre 2009

Nulla sarà più come prima

Mi ha colpito la frase dal governatore della Banca d’Italia Mario Draghi, “sui mercati finanziari nulla sarà più come prima”. Da una parte queste parole suonano minacciose e preoccupanti, dall’altra mi viene da dire “speriamo davvero che le cose non siano più come prima”.
Il primo problema è: cosa sostituirà questo sistema economico/finanziario ? Io punterei sulla riscoperta della collaborazione per la tutelare dell'interesse collettivo. C’è la necessità di un sistema economico e finanziario capace di proteggere l'ambiente e i cittadini, dove gli affari siano una forza per l'innovazione. Troppo spesso la sete di profitto si scontra con i bisogni delle collettività e con la qualità della vita delle persone, per cui ci vogliono strategie mirate per indirizzare i capitali nella direzione giusta, per promuovere il nuovo.
Il secondo aspetto è: una persona mediamente benestante oggi possiede molte più cose di quante in passato ne possedessero persone molto benestanti. Perfino in questi tempi di crisi, la maggior parte di noi ha uno stile di vita molto più elevato degli esseri umani che hanno vissuto sulla Terra prima di noi. Con questo non voglio sminuire le sofferenze di chi ha perso il lavoro o la casa. Ma penso che dovremmo considerare le nostre attuali difficoltà da un’altra prospettiva. Vorrei anche ricordare che i nostri problemi economici sono più sopportabili, per esempio, di quelli della generazione dei nostri genitori o, ancor di più, dei nostri nonni che hanno vissuto la seconda guerra mondiale. Teniamolo a mente, è utile ricordare quanto siamo fortunato.

giovedì 29 ottobre 2009

Calo del desiderio

Ieri ho parlato a lungo con un mio amico del calo del desiderio nella coppia. Per farla breve il punto di partenza della discussione è stato: a forza di vivere insieme si finisce per non fare più l'amore.
Prima ci si ama ogni giorno, poi ogni tre, poi il sabato, poi di tanto in tanto, poi soltanto per togliersi dall'imbarazzo quasi si trattasse di un dovere da adempiere. Nascita della passione, crescita, diminuzione, estinzione e il declino avviene così gradualmente, così insensibilmente che quando te ne accorgi può essere troppo tardi, diventa difficile cambiare rotta, la distanza prevale. La cosa peggiore è che il mio amico (per il momento) ha deciso di non tentare neppure di riaccenderla, la passione, quando sarebbe ancora in tempo. Sopporta malvolentieri.

Ma perché uno smette di desiderare? E perché l'altro si rassegna? E' proprio la convivenza, l'abitudine a stare insieme a estinguere il desiderio? Oppure si estingue perché è nato malato, fasullo? E ancora: esiste un desiderio che non si affievolisce? Difficile avere delle risposte precise, nette.
So solo che “il desiderio vive della mancanza: io non desidero quello che ho, io godo quello che ho, ma non lo desidero più. Il desiderio per sua natura si nutre di assenza, di mistero, di conquista." Per cui per quanti giusti sforzi di fantasia si possano e si debbano fare, non possiamo più rivivere con la persona che abita con noi, dorme e mangia con noi nella quotidianità l'emozione unica del primo appuntamento, della prima vacanza insieme, della prima volta a letto (e nemmeno della seconda o della terza). Quando arriviamo ad accettare tutto questo serenamente, allora significa che siamo diventati adulti? O vecchi ? Non so !

mercoledì 28 ottobre 2009

Avere tempo

( Primo mese)
(Secondo mese)
Oggi nella vita di molti manca un ingrediente fondamentale: il tempo. Non c'è maggior ricchezza del poter disporre di tempo per pensare, per sognare, per provare a realizzare i propri sogni, per godersi le cose belle che si hanno già. Non c'è miglior scusa della mancanza di tempo per non pensare, non sognare, non provare a realizzare i proprio sogni, non godersi ciò che si ha.
Per fortuna nella mia vita posso disporre di una buona dose di tempo libero. E' un successo, è uno dei traguardi più importanti che ho raggiunto, fondamentale per tutto il resto. Fondamentale, per esempio, per seguire la crescita di Luca.

martedì 27 ottobre 2009

Giudici e scuola

"Chiunque sia al potere, sia esso di destra o di sinistra, non vuole un sistema giudiziario forte e una scuola che funzioni. Perchè un sistema giudiziario forte vuol dire poter controllare il manovratore, una scuola efficente vuol dire avere dei ragazzi (che saranno poi adulti) colti, istruiti, pensanti che non possono accettare o abituarsi a certi modi di vivere o a certe situazioni (tipicamente mafiose)".
Nicola Gratteri, uno dei magistrati più esposti nella lotta contro l'andrangheta.

lunedì 26 ottobre 2009

Difetti: lentezza.

Avendo l’ossessione per il tempo che passa tendo ad essere rapido nell’azione, comprendo e/o voglio comprendere rapidamente ciò che accade e ciò che mi viene detto. Ma ho difficoltà quando la gente impiega troppo tempo a spiegare o a raccontare qualcosa. Interrompo spesso e rispondo prima (è orribile ma lo faccio), mentre voglio assolutamente finire i miei di discorsi. Ho poca pazienza con le persone lente. Con mia moglie, quando alleno, sul lavoro chiedo che le persone siano rapide, perché pretende altrettanto da se stesso. Vivo come nella costante paura di perdermi qualcosa, che qualcosa di interessante mi sfugga.

P.S. Ritiro, va a finire che le primarie non interessavano solo a me.

sabato 24 ottobre 2009

Pillole

Luca
Continua a crescere bene, cagare regolare e a svegliarsi solo due volte la notte (gli scongiuri sono d’obbligo). Durante il giorno non manca di far sentire la sua voce e i suoi pianti ma siamo assolutamente nella norma. Di certo abbiamo capito che ama andare in giro per cui ieri, nonostante un diluvio universale, eravamo al parco io lui e la Cruma. La prossima settimana terminiamo il corso di massaggi (fatto con la mamma) e iniziamo quello di acquaticità per neonati (che farà col babbo).

Silvia
Ha gettato le basi per un businnes con ottime prospettive: realizzare berrette in lana, tutte fatte a mano con le più disparate personalizzazioni. Chi volesse effettuare degli ordini è pregato di farmelo sapere e provvederò ad inoltrarli. Dopo una prima fase lancio è prevista la realizzazione di circa mille berrette l’anno. Affrettatevi !

Amico A.
Questa settimana l’amico A. si è separato ufficialmente davanti al giudice
. Non ha commentato, continua la fase dell’ermetismo più assoluto. L’ex moglie ha accusato il colpo ma, già dopo qualche giorno, con la consueta forza, è tornata ad essere sorridente e propositiva come al solito: ha organizzato una cena solo donne e bambini.

Primarie
Penso che siano davvero poche le persone molto interessate alle primarie del PD. L'interesse non esiste separato da un legame emotivo. Il legame emotivo non si costruisce quando il rapporto tra politico e cittadino è un rapporto di reciproca diffidenza, quando non di assoluta incomprensione che scatta non appena la psicologia del politico è solo indirizzata a mantenere posizioni e gestire antiquati ed astrusi equilibri. Gli si chiede solo di offrire agli elettori un esempio di personalità matura che possa fare da modello orientativo per risolvere problemi complessi e provare a progettare un futuro migliore. Tutto il resto viene dopo, ma molto dopo. Sta di fatto che, a chiunque vinca aspettano giorni difficili: toccherà fare opposizione.

venerdì 23 ottobre 2009

Ecobiettivi e momento giusto

Questo è un periodo di grande cambiamento nella mia vita nel quale devo riprogettare e rimodulare molti dei miei obiettivi. Oltre a Luca, lo dimostra il fatto che ho raggiunto tutti gli "ecobiettivi" che mi ero prefissato. Infatti con l’acquisto dell’auto ibrida (ritirata mercoledì) ho terminato la lista di "ecobiettivi" che mi ero proposto di raggiungere per aiutare l’ambiente, risparmiare e, se possibile, anche guadagnare qualcosa:
1) raccolta differenziata attenta e costante;
2) acquisto di prodotti alimentari presso GAS (gruppo di acquisto solidale) dove si effettuano, appunto, acquisti a “chilometro zero” con prezzi bassi e alta qualità.
3) impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica;
4) impianto solare termico per la produzione di acqua calda;
5) auto ibrida con bassi consumi e basse emissioni.

Sembrano idee e investimenti strani, rischiosi. Lo so ed in parte lo capisco, ma vorrei dire che sono rischi da correre. L’eccessiva cautela ha ucciso fin troppe buone idee in questi anni portando, spesso, all’immobilismo. Abbiamo idee, soluzioni, visioni, ma non è mai il giorno giusto per tradurli in azioni concrete. Era vent'anni che, più o meno confusamente, volevo realizzare le cose che ho fatto e posso dire, serenamente, che per la stragrande maggioranza delle persone che conosco non era mai il momento giusto per farle. Il più delle volte passo per "strano", per “particolare” quasi disturbassi la delicatissima partita a Risiko che ognuno di noi gioca con il conformismo.

giovedì 22 ottobre 2009

Posto fisso

La scoperta di Tremonti sulla bontà del posto fisso mi trova totalmente daccordo ma è la scoperta del boiler dopo l’acqua calda. Mi sembra ovvio che se uno vi chiede se preferite stare al caldo o al freddo, è normale rispondere al caldo. Il problema è se prima hai fatto una legge che ti obbliga a girare nudo o col ghiaccio nelle mutande, il caldo te lo scordi. La realtà è che la competizione in ambito lavorativo è ormai dilagante. Sento un sacco di gente che passa più tempo a sgomitare per trovare un buon lavoro, ad arginare invidie, polemiche, discussioni che non a fare quello che deve fare. Così il napalm della competizione, dell’invidia e della stupidità tende a distruggere i rapporti e mina la sana collaborazione.

Per fortuna a me non è mai interessato fare carriera, specie se questo comporta cuore di pietra, cervello spappolato e cattiveria dilagante. Ho sempre cercato lavori che non trasformassero l'esistenza in tortura o che non mi assorbissero totalmente. Il mio principale impiego riguarda soprattutto emozioni e sentimenti. Da sempre voglio provare ad essere più protagonisti che consumatori, più attivo che passivo nel gestire la mia vita.

mercoledì 21 ottobre 2009

Due anime

L'esperienza diretta è sempre il modo migliore per capire le cose. A tal proposito, oggi, mi è decisamente più chiaro il concetto che ho letto (ormai molto tempo fa) inerente ad una delle più importanti scoperte di Freud che è: in ognuno convivono due anime, una che dice “io” e una che dice “noi”. Quella che dice “io” vuole espandere al massimo le esperienze, la felicità e la libertà personale. Quella che dice "noi" soddisfa in primo luogo le esigenze della specie, della natura, della società e per questo ci fornisce due istinti di base: 1) la sessualità per la riproduzione, 2) l’aggressività per la difesa della prole. Ecco spiegato il perché diamo vita alla famiglia e curiamo con amore i figli.

Per cui, da un certo punto di vista, il sesso, l’amore, la passione non sono altro che lo strumento con cui la natura ci frega per raggiungere il suo obbiettivo, che non è la felicità dei due che si incontrano e "mettono su famiglia", ma la creazione di quella condizione per cui i figli possano crescere e la specie umana possa continuare ad esistere. Ovviamente le due soggettività spesso entrano in conflitto perché i nostri “interessi” personali non coincidono con gli interessi della natura. Spetta ad ognuno di noi trovare il suo equilibrio, una sua personale “via di mezzotra gli interessi della natura/società e quelli personali. Un compromesso di vita tra il dedicarsi in modo responsabile e amorevole alla famiglia e gli eccessi, le trasgressioni, le novità e tutto ciò che siamo soliti chiamare libertà.

martedì 20 ottobre 2009

Pillole

Amico A.
Domenica sera, a cena, l’amico A. ha visto per la prima volta Luca. Un rapido saluto e nessun commento. L’ho visto più tranquillo ma anche più freddo e distaccato, come se ormai la sua vita e la sua testa fossero completamente altrove. Due sono state le riflessioni contrapposte che ho fatto:
1) Spesso le difficoltà rafforzano l’amore. Il suo matrimonio è sopravvissuto un solo anno in un certo tran tran mentre, magari, questa nuova relazione diventerà forte e duratura proprio perché gli ostacoli che hanno superato li hanno forgiano.
2) Un anno è ancora poco per poter valutare. Nuove prove li attendono forse anche più insidiose: i figli già presenti e altri se ne vorranno; le responsabilità e la monotonia di una nuova vita in comune; il passaggio dalla passione estrema a un sentimento più stabile. Quando supereranno anche queste sfide allora sarò veramente tranquillo nel giudicarlo un vero amore. Per il momento gli auguro ogni bene.

Gabry
Dopo aver lasciato la fidanzata storica ha deciso di fare un viaggio dentro e fuori. È partito per la Cambogia con un "viaggio solidale” durante il quale dormirà solo in strutture di un certo tipo e farà tutto in modo equo e, appunto, solidale come prevede l’associazione a cui si è rivolto. Non nascondo una buona dose di sana invidia anche se ho qualche piccola perplessità su tutto questo solidale.

Cruma
Dopo 54 giorni si sta abituando ai nuovi ritmi. Ha capito che il piccolo rompicoglioni si alza spesso e altrettanto spesso piange interrompendo il sonno e la quiete di casa. Sono però aumentate le frequentazioni col piccolo. Ieri per esempio mi si è avvicinata mentre tenevo Luca in braccio e ha provato a dare un "leccotto" anche a lui. L’ho preso come un importante segnale di distensione.

TV
Alzandomi mediamente tutte le mattine alle 5 posso confermare che i programmi migliori vengono trasmessi alle ore più impensate. Confermo inoltre che le cose le apprezzi sempre e solo quando non le hai più: che voglia di fare una sana dormita senza soste dalle 22 alle 7 di mattina.

FIGLIO DI CIANCIMINO
Mi incuriusisce da morire la figura del figlio di Ciancimino (favoso Sindaco mafioso del sacco di Palermo). In particolare mi ha colpito il fatto che il padre legasse i suoi quattro figli e che per chiamarli usasse il fischio: con un fischio si rivolgeva al primo genito, con due al secondo e così via. Legati ? Con un fischio ?

lunedì 19 ottobre 2009

A che serve?

Il primo meccanismo che fa partire il mio cervello quando gli propongono una novità tecnologica, un oggetto nuovo, è un rifiuto per inutilità:”a che serve ?”, mi chiedo. Ma ci sono state volte che la reazione standard è stata debole in partenza, a causa di una seduzione più veloce e più forte.
Per esempio quando ho visto la lavastoviglie ho capito subito che sarebbe stato stupido opporre resistenza, non correre a comprarla, pensare di rimanere a lavare i piatti a mano. Stessa cosa con il cellulare, troppo comodo, troppo utile specie se hai un padre malato e devi/vuoi essere sempre reperibile. Mi vengono in mente anche l’mp3, gli sci carvin (meravigliosi), la macchina fotografica digitale, la posta elettronica, ecc.
Morale: nella mia vita come in quella di tutti ci sono passaggi ineluttabili di fronte ai quali è inutile esitare, a cui è inutile opporsi. Insomma, si accettano e basta ! Al limite si può decidere se farlo con sofferenza o con euforia. Io, di solito, tendo a farlo con sofferenza, quasi con una sorta di rispetto per quel qualcosa che ti ha accompagnato fino a quel momento.

sabato 17 ottobre 2009

Religione e spiritualità

Oggi parlo di religione, è un argomento delicato, difficile. Da quanto è delicato e difficile da trattare sarebbe meglio non trattarlo. Parlare di religione in poche righe è già un errore, è come andare all’Oktoberfest con una birretta portata da casa.

Oggi, dopo essere andato a messa fino ai trent'anni, non mi considero ne laico ne religioso ma spirituale. Anzi la contrapposizione tra laici e religiosi mi ha decisamente rotto i coglioni, non ne posso più. Esiste anche la possibilità di essere spirituali. Bisogna fare un lavoro personale sul piano culturale e spirituale perché prima che problemi sociali, politici, civili ci sono problemi personali che portano a comportamenti sbagliati.

Ma allora quando parlo di spiritualità cosa intendo ? Non lo so, non ho dogmi, non ho più riferimenti precisi, postulati, certezze. Ognuno deve cercare il suo personalissimo modo di essere spirituale. Te lo vai a cercare e vedi che esistono decine di altre dottrine, non tutte necessariamente dogmatiche.
Purtroppo il dogmatismo è ovunque, anche tra i laici, anche tra i medici: e la vita è questo, e si vive così, e si muore così, e se fai questo, e se fai quello. Bisogna avere voglia di andare a vedere, di provare a capire cosa pensano, cosa dicono le diverse culture nel mondo. Ma andiamo per una volta a guardare cosa dicono altre dottrine, altre religioni, altri pensieri, altre terre, altri popoli.
Il problema è che trovare la nostra spiritualità è difficile, impegnativo, complesso. Ma possibile che la gente stia bene quando non pensa e niente. Ma possibile che non ci incuriosisca sapere altro rispetto ai quattro dogmi che ci propinano da secoli? Che neppure ci proviamo a trovare il nostro modo di essere spirituali?
Io ci sto provando da diverso tempo, con risultati incerti, ma ci provo.

giovedì 15 ottobre 2009

Fantacasa

Con il mio piccolo impianto fotovoltaico sono a quota 3450 kw di produzione, mentre solo da pochi giorni ho dovuto accendere la caldaia perché (dopo 6 mesi) il pannello solare termico non è più in grado di garantire, da solo, la quantità di acqua calda necessaria per i bagnetti di Luca.
Purtroppo quando ho progettato e seguito passo passo i lavori per la realizzazione della mia casa ragionavo ancora vecchio, secondo canoni tradizionali, per cui ho agito come tutti senza neppure provare a concepire la mia "fantacasa". Oggi, se potessi, cambierei un sacco di cose, adotterei diverse soluzioni architettoniche, sfruttando le tecnologiche ecologiche sempre più evolute. Vorrei dar vita ad un microcosmo autosufficienti che mi permetta di risparmiare tanti soldi rispettando maggiormente l'ambiente. Per esempio:
1) non farei più pareti divisorie in muratura ma, partendo da un unico enorme vano casa, installerei delle pareti attrezzate che possano essere spostate e rimodulate in base al modificarsi delle esigenze famigliari;
2) installerei un serbatoio per il recupero delle acque piovane per non dover più pulire il water con acqua potabile;
3) realizzerei un piccolo orto per coltivare verdure e piante aromatiche;
4) vorrei essere totalmente autonomo con l'energia proveniente dall'impianto fotovoltaico, dai pannelli solari e da un pala eolica per poter illuminare e scaldare gli ambienti.
In poche parole progetterei una casa pensata come fattoria urbana a impatto zero e costruita interamente con materiali riciclabili per un esempio di sostenibilità in pieno centro cittadino. Una fantacasa che probabilmente non farò mai, un sogno di un piccolo mondo a sé perfettamente integrato nel mondo, un po' come me.....

Seconda nascita

È un mese che Luca è con noi, che è nostro figlio. È passato solo un mese ma ci sembra che sia con noi da una vita. Questo mese è stato come un bellissimo tsumani sentimentale, un terremoto emotivo con qualche piccolo effetto collaterale: coliti, insonnia, inappentenza, bulimia, spossatezza,.....

È trascorso un mese da quello che, per noi, è il giorno della seconda nascita di Luca. I bambini adottivi nascono due volte. Devono imparare a muoversi in un mondo che la prima nascita ha reso più difficile. La seconda dipende molto da noi, da quello che sapremo dargli. Sono nati due volte e il percorso è di sicuro più tormentato.
Alla fine anche per noi è stata una rinascita. Questo almeno è la mia sensazione ma francamente non riesco a dire altro, almeno per ora. So solo che vorrei provare a vivere giorno per giorno senza pensare ossessivamente al futuro. Sarà durissima, eppure voglio riuscirci.

mercoledì 14 ottobre 2009

Non mi rappresentano

La Camera ha affossato, votando l’incostituzionalità, la legge che preveda aggravanti per tutti i fattori discriminanti compresi quelli dell'età, della disabilità, dell'omosessualità e della transessualità".
Dopo non mi vengano a dire che è comunque giusto votare queste persone che mi dovrebbero rappresentare. Non voglio farmi rappresentare da chi rappresenta questa cultura dominanante di non rispetto per il prossimo, anche se diverso.

martedì 13 ottobre 2009

Ibrida per tutti

Legati all’avvento di un figlio ci sono un sacco di luoghi comuni tra cui: 1) le mamme iniziano a comprare tutto il meglio per il loro piccolo; 2) i papà cambiano l'auto. Sono luoghi comuni diffusi che in parte sono giustificati ed in parte sono il frutto della società dei consumi in cui tutti viviamo. Sono luoghi comuni e dati statistici su cui fanno molta leva le campagne di marketing sempre più mirate.
Va detto che la voglia di acquisti della mamma è stata notevolmente tarpata dal fatto che, fortunatamente, c’è stata letteralmente la corsa da parte di conoscenti ed amici nel prestarci di tutto: letto, carozzina, passeggino, sdraietta, vestitini. A ciò si sono aggiunti i numerosi regali ricevuti per cui mia moglie ha dovuto inventarsi le scuse più strane per poter comprare qualcosa, per poter passare qualche ora a scegliere qualcosa di carino per il suo piccolo. Invece il papà, con il consenso e la partecipazione di tutta la famiglia, cambia l'auto. Cambiare macchina, se tu hai una piccola Honda Jazz a gpl è quasi scontato. Radi al suolo il bagagliaio solo stipando il passeggino e la carrozzina. Metti un Jetbag (portabagagli) sul tetto della macchina? Lasci sempre a casa il cane? Non fai la spesa? Noleggi un'auto se fai un viaggio con il pupo? Spendere i soldi in un'auto è sempre sbagliato ma ho pensato che posticipare la cosa avrebbe significato soltanto una rapida e consistente svalutazione della mia utilitaria.

Lunedì ho firmato il contratto per la Honda Insight, “la prima auto ibrida per tutti”. Non perché fosse l’auto dei miei sogni (perché non esiste e l’alternativa era il Qubo a metano) ma perché valutando tutto: prezzo, consumi, costi di esercizio, allestimenti, scelta ecologica,…. per le nostre necessità è un buon acquisto. Trascurando l’estetica, di cui mi disinteresso da una vita, vorrei segnalare tre aspetti:
1) la garanzia sull’auto è di 3 anni su tutta la parte “tradizionale” e di 8 sulla parte elettrica, cioè motore elettrico, batterie e elettronica annessa;
2) sommando gli ecoincentivi (3500 €), lo sconto, la super valutazione della mia vecchia auto, spendo 8000 € per un’auto ultramoderna che è accessoriata di tutto punto.
3) infine avveleno un po’ meno l’aria che Luca (ma non solo lui) respira e questo non mi dispiace, con consumi praticamente identici alla mia vecchia gpl o a una buona auto diesel.

Eccezioni ben identificabili

Nonostante la mia spasmodica curiosità per tutti gli aspetti della vita la mia propensione più profonda è per la quotidianità, non per l’eccezionalità.
Ho bisogno di certezze, di tenere un tessuto di abitudini e normalità ben consolidato che renda le eccezioni, delle eccezioni ben identificabili, chiare. Questo anche perché vivere la novità, l’eccezionalità e sen’altro bello, affascinante, emozionante, ma è anche faticoso e soprattutto è, sovente, il punto più lontano dalla sincerità, dall’essere davvero se stessi.
L’abitudine rispetto all’eccezionalità è un po’ come un amore lungo rispetto ad un fidanzamento fresco fresco. Un amore lungo ti rilassa, fa in modo che ti abbandoni a essere come sei. Questa è l’intimità, così emerge davvero ciò che sei. Ma, per contro, l’amore lungo toglie adrenalina, passione estrema, euforia, enfasi. Il difficile è trovare il giusto compromesso partendo da due verità che faccio fatica ad accettare:
1) la passione («l’amore che strappa i capelli») prima o poi affievolisce, specie con l’arrivo di un figlio;
2) la passione non è il traguardo finale dell’amore, ma è soltanto la spinta che mette in movimento la coppia che per rimanere insieme deve per forza avere un forte progetto comune.
Lo capisco ma fatico ad accettarlo in toto. Vorrei riuscire ad andare avanti serenamente senza girarmi di continuo a rimpiangere ciò che ho lasciato dietro di me nel cammino.
La spinta della passione finisce, prima o poi, punto !
La strada per realizzare il progetto comune è piena di salite, di buche, si sbanda, ci si stacca, si ha la sensazione di non farcela. La passione non è il solo modo di amarsi e l’amore evolve nel corso della vita, perde violenza, ma acquista profondità. Ma come sempre una cosa è capirlo con la testa e un’altra accettarlo con il cuore e le emozioni.

sabato 10 ottobre 2009

Il tempo non mette a posto

Il tempo non mette a posto niente se non lo fai tu.
Rispetto a qualunque problema il trascorrere del tempo ti può dare una mano ma se non siamo noi ad impegnarci i problemi rimangono tali e, anzi, possono ingigantirsi fino a diventare veri e propri mostri.

Pillole di LUca

PEDIATRA
Mercoledì, seconda visita dal pediatra. Luca è cresciuto parecchio, ora è 4,8 Kg, lungo 59 cm. Nel maneggiarlo non ho più l’effetto “bambolotto di cristallo”, ora prendendolo in braccio percepisco una certa consistenza. Abbiamo anche fissato la data delle prime vaccinazioni e dell’ecografia alle anche.

SERVIZI SOCIALI
Ieri abbiamo ricevuto a casa la prima visita di controllo dei servizi sociali. A dire il vero, più che una visita di controllo è stata una piacevole chiacchierata durante la quale si sono sprecati i complimenti al piccolo ed abbiamo raccontato (per l’ennesima volta) tutta la storia che ci ha portato all’incontro con Luca. Con alcuni opportuni accorgimenti abbiamo fatto in modo che il piccolo fosse in splendida forma: lo abbiamo presentato all’appuntamento già mangiato, già cagato e già passeggiato, pronto solo a dire qualche parolina per poi abbandonarsi ad un sano riposino. Grazie alla sua collaborazione, è stato un successo su tutti i fronti. Ci attendono altri due incontri ed un corso post-adozione che può essere un ulteriore utile momento di confronto con altre coppie adottive.

PRIME CRISI
Dopo l’attesa infinita, lo stress dell’abbinamento, la tensione per il primo incontro, l’euforia dei primi giorni, sta emergendo un po’ di stanchezza. Sappiamo bene della fortuna che abbiamo avuto e della gioia che stiamo vivendo ma iniziamo ad accusare un po’ di stanchezza dovuta alle “fatiche” passate e alla mancanza di un sonno regolare. Morale della favola, a volte esce qualche “rispostaccia”, qualche frase fuori luogo, qualche piccolo screzio per i motivi più banali. Facile quando alle 4,30-5,00 del mattino la casa è animata come un centro commerciale il sabato pomeriggio.

DIVENTARE GENITORI
Diventare genitori da molte gioie ma richiede importanti sacrifici, richiede una certa negazione o ab-negazione di sé. L'accudimento dei figli costringe a uscire dal proprio egocentrismo e a oltrepassare i confini delimitati dall'istinto di autoconservazione. L'apertura al piccolo deve essere totale, dominante rispetto all'istinto di conservazione. L’istinto altruistico, però, viene messo a dura prova dai figli, senza troppe mediazioni, in costante presa diretta, senza alcun tipo di calcolo.

AMICO A.
L'amico A. è uno dei pochi amici a non aver ancora visto Luca. Dopo le congratulazioni di rito non sembra particolarmente curioso di incontrarlo. Forse questo distacco è dovuto al fatto che Luca è nato il giorno dell'anniversario del suo matrimonio ?

venerdì 9 ottobre 2009

Cosa provare

Nessuno può decidere cosa sentire, cosa provare, che emozioni avvertire, che idee pensare. Di fronte ad una data situazione, bella o brutta che sia, posso decidere cosa fare, come reagire ma non cosa provare.
 

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