Oggi vi propino gli appunti schematici, imperfetti, superficiali e assolutamente non chiari dell’incontro di ieri sera, durante il quale Galimberti ha parlato del Simposio di Platone, cioè di quello che secondo lui è “ il testo più bello scritto in Occidente sull'amore, articolato e scavato a livelli così abissali da far apparire schematico quel che ne dice Freud. È il testo più alto e più tragico sull'amore, perché lo vede come il tentativo sconfitto di ricostituire un'unità. Fa capire che l'amore non è solo un rapporto a due, ma quello di ciascun individuo con la sua parte folle, reso possibile dall'altro”.
- Premessa sulla ragione: la ragione è un insieme di convenzioni fondate sul principio di non contraddizione che ci permettono di vivere meglio in società. La bottiglia é solo una bottiglia e non altro, anche se in realtà è anche altro perché se la tiro contro qualcuno diventa un’arma. La ragione semplifica per economia.
- Solo chi ha un “Io” forte può permettersi di entrare nella sua follia e di viverla. Vivere la parte folle è molto pericoloso perché dalla follia bisogna saper e poter uscire con la ragione cioè con abitudini, regole e comportamenti codificati. La nostra parte folle però è la più vera ed anche quella più ricca. Tutte le opere d’arte migliori nascono dalla follia dell’artista. La follia è come la perla della conchiglia, allo stesso tempo è la parte più bella ma anche la sua malattia.
- Amore é mancanza, è desiderio di ciò che non hai. Godi di quello che hai, desideri quello che non hai. Quando ami ti manca qualcosa, e per questo l’amore sta tra ragione e follia. Freud scrive che “dove amiamo non proviamo desiderio, e dove lo proviamo non possiamo amare”. Privo di desiderio l’amore garantisce tenerezza, intimità, sicurezza, ma non prevede l’avventura, la tensione e il senso del rischio che alimentano la passione. Dal canto suo il desiderio senza amore è stimolante, eccitante, vibrante, ma non ha l’intensità e il senso di un’elevata posta in gioco che rendono profonda la relazione. E in effetti il desiderio è la macchina dell'amore, ciò che lo suscita e lo rinnova. Ma il desiderio ha un limite. Si alimenta dell'assenza, della mancanza, perché non si può desiderare ciò che si ha.
- Ognuno di noi incontra nell'altro la sua parte folle. L'amore é un rapporto di sé con sé, tra la nostra parte razionale e la nostra parte folle. L'altro ci permette di entrare in contatto con la nostra follia. “Grazie a te oso entrare nella mia follia e mi fido di te, che mi riporterai alla ragione”. Se si fa l'amore con troppa ragione non si fa più l'amore. Con l’amore scendo nella dimensione in cui, in un certo senso, sono davvero me stesso. Già quando siamo in tre è difficile mostrare la parte folle, ma quando sono con la mia innamorata mi permetto di essere più me stesso, mi sento libero da sovrastrutture e schemi.
- L’amore è quel periodo legato alla follia, all’irrazionale che fa emergere il nostro demone (che per fortuna dura poco). Si dice infatti: “Senza di te mi crolla il mondo, sono pazzo di te………”. Desideri però ciò che non hai, così nel momento in cui hai un amore, questo diventa abitudine e l’amore finisce. Per questo è importante non svelarsi mai completamente per mantenere l’amore sempre vivo. "Spesso siamo ignoti a noi stessi e perfettamente noti agli altri, mentre dovremmo essere noti a noi stessi e ignoti agli altri".
- Quando si esce da una storia d'amore, alla fine una persona non é più quello di prima perché é stato rigenerato, è come rinato grazie al contatto con la sua parte più folle, più vera, più viva. La ragione sono regole, non la verità. La verità sta nella complessità della follia. Solo l’amore è in grado di fare questo: apre la mente, ci genera davvero, ci cambia, ci fa diventare altro. Ad esempio un professore riesce nel suo intento solo se affascina i suoi studenti, solo se li fa innamorare, gli apre la mente, li fa cambiare, trasmette, genera.
- Quindi è bello innamorarsi perché solo nella dimensione erotica cambiamo, cresciamo, apriamo la mente. Chi ama soffre ma cambia, si genera. L’amato (chi riceve) spesso soddisfa solo una sua esigenza narcisistica, e questo è davvero poca cosa.
- Bisogna però ricordare che la natura ha le sue esigenze e usa l’uomo per la riproduzione della specie. L’Io, la razionalità non regolano l’inconscio e le pulsioni dettate dall’interesse della specie. È l’interesse della specie, e non l’Io, che fissa le date fondamentali della nostra vita, le tappe della nostra esistenza. Quando sono sessualmente attivo, posso riprodurre, quando invecchio invece no.
- La natura per i suoi interessi ci ha dotati della pulsione sessuale e della aggressività per difendere la prole. La pulsione sessuale non la regolo con l’Io, mi viene da dentro non la controllo, la subisco. Stesso discorso vale per l’aggressività. Non a caso quando da anziani si perde la pulsione sessuale si perde anche l’aggressività. Da questo punto di vista la natura è, allo stesso tempo, crudele e innocente, nel senso che deve essere crudele perché può vivere e riprodursi solo a spese nostre. Vedi i sacrifici per allevare i figli.
- La vita va avanti solo a colpi di rigenerazione che poi é solo l'amore. Si vive finché qualcuno ci ama. Quando una storia si svela del tutto finisce. Per essere in due tutta la vita bisogna creare. “Non bisogna rendere facili i divorzi ma difficili i matrimoni”. Amore non deve essere possesso ma creazione, curiosità, continua scoperta della parte folle e creativa dell’altro. Chi non si conosce nella sua parte folle imposta un “Io” forte, difensivo, per paura e ingloba l'altro in questa logica del possesso.
- L'uomo é relazione, è continua ricerca “dell’altra metà” di se stesso per star bene, per essere davvero completo, per ricostruire un’unità che non troverà mai.