mercoledì 22 febbraio 2012

La bella vita


20.30 entro nel Pala105. È tutto pieno ma di un pieno che ti fa star bene. 21 inizia il concerto.
Megamix, mi carica subito a palla. Le tasche piene di sassi. Vecchi, giovani, bambini in perfetta armonia.
Laser. Caleidoscopi. Rosso. Verde. Bianco. Luci stroboscopiche. Cravatta e lustrini.
Dance, lenti, tecno fusi insieme.
"Mamma guarda come mi diverto". Ballare. Ballare. Ballare.
Jova canta, salta, corre come un pazzo Voci che stonano con tutto il cuore. Cantare a squarciagola.
Bambini sulle spalle dei padri. Ricordi.
Mezzogiorno. Cambio d’abito. Saturnino. Cappello e paillettes. Luci in faccia.
Il ginocchio fa male, ma ballo e lascio andare le mani.

Mi guardo attorno ed è fantastico! Sudore. Fumo bianco che esce da dietro.
Corpi che si mescolano, che si muovono scomposti in perfetta armonia. Sorrisi.
Quello a sinistra mi pesta i piedi e mi rompe i coglioni per fare mille foto ma gli voglio bene lo stesso.
Quella a destra mi sposta ripetutamente perché salta ma gli voglio bene lo stesso.
“È bello vivere anche se si sta male”. “Mi fido di te cosa sei disposto a perdere”.
La notte dei desideri. Romagna mia.
L’importanza di andare avanti nonostante tutto, l’importanza di esserci, fare del proprio meglio con tutta la positività che abbiamo, con tutta l’energia che abbiamo.
"Il più grande spettacolo dopo il big bang siamo noi", tutti saltano come pazzi.
Amici che ballano e coppie che limonano. Energia allo stato puro.
La bella vita. Nuove rivelazioni e ritornelli mai stanchi. Gratitudine.

Ce lo dobbiamo ricordare, lo dobbiamo ricordare a tutti come è bello. Leggi il giornale, tutto è male, è tutto brutto, a volte dimentichiamo cos’è la vita, cosa significa essere vivi. Bisogna mettere un promemoria nel cervello che ci ricordi cosa abbiamo e cosa potremmo perdere senza vivere davvero.

Con le vibrazioni del concerto ho sentito forte la gioia della vita, il dono della vita, la libertà della vita, la meraviglia della vita. Sono così eccitato che è dalle cinque del mattino che canto. Non so se questa è liberazione, amore o cos’altro. Ma è bello, "è questa la vita che sognavo da bambino".
Viva tutto!

2 commenti:

  1. Esattamente un anno fa, alla data zero del tour di Jova, al 105, ho provato le stesse emozioni..sono uscita fradicia e felice..senza voce, con la pancia piena. Ho pianto quando non è riuscito a finir di cantare Le tasche piene di sassi dedicata a sua madre da poco scomparsa, e con il nodo in gola ha salutato suo padre che era lì a guaradarlo..Semplici e grandissime emozioni.
    Cibo per l'anima. Silvia

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