Invaginazione colica, a pronunciarlo suscita simpatia (tutto quello che contiene, ingloba, ricorda, la vagina suscita simpatia), ma a noi ha fatto prendere davvero un enorme spaghetto. Mi spiego: domenica notte Luca lamenta forti coliche che ci fanno pensare ad una appendicite, ma lunedì il pediatra, dopo una accurata visita, la esclude.
Martedì i dolori aumentano e inizio a preoccuparmi molto. Volente o nolente ho maneggiato “parecchia malattia” per cui mi scatta una sorta di allarme rosso. Di mia iniziativa, prenoto una ecografia, passo dal pediatra che avvalla la mia scelta, facciamo l’eco al termine della quale il dottore ci invita ad andare immediatamente in pronto soccorso pediatrico per una invaginazione colica che deve essere trattata con un clisma opaco (un clistere enorme con liquido di contrasto spinto a pressione) o in alternativa con un intervento chirurgico.
Non la tiro per le lunghe, per fortuna il clisma opaco sembra abbia funzionato e l’intestino di Luca, per il momento (c’è sempre la possibilità di recidiva), ha ripreso a funzionare normalmente. Per fortuna lo abbiamo preso in tempo, le conseguenze potevano essere molto peggiori. Rimane la paura, lo stress, e l’enorme tensione emotiva di una giornata infinita.
Luca ha pianto cinque ore di seguito, senza mai smettere, mentre per mezzora hanno "giocato a freccette" con le sue vene per trovare quella giusta, mentre lo hanno monitorato con quattro ecografie, mentre lo hanno tenuto fermo in due durante la manovra di sblocco. Un delirio.
La cosa più terribile è stata incrociare i suoi occhi mentre ci supplicava di portarlo a casa. Vedere tuo figlio soffrire è davvero uno strazio. Per fortuna l’istinto di sopravvivenza prevale, trovi energie che pensavi di non avere. Capisci anche quanto è importante esserci. Nella notte siamo rimasti tutte e due, perché lui ci voleva sempre tutti e due. “Ci siamo tutti” ha ripetuto mille volte, “ci siamo tutti”.

Paolo, siete stati bravissimi. Capisco (e conosco) questi momenti. Sono interminabili e io se non ci fosse mia moglie più razionale di me andrei spesso in tilt. Bravo papà. Ciao!!!
RispondiEliminamio dio, sul "ci siamo tutti" mi sono commosso.
RispondiEliminaE a me, commuovermi leggendo blog, non è mai successo.
"ci siamo tutti"
gianluca
Ricordo e capisco, è straziante quando ti guardano increduli per il male che subiscono, immeritato ed incomprensibile, e chiedono a te, che sei sempre in grado di aiutarli, di farlo anche questa volta. E' ancora piccolo per spiegargli, per fargli capire...
RispondiEliminameno male che ora sta meglio
miranda