Voglio evitare di parlare di calcio, delle polemiche “come si fa a non dare un gol così?”, della solita ipocrisia sulla correttezza nel mondo del calcio. Preferisco trattare il secondo argomento più gettonato nei bar e nei ritrovi in ufficio per la pausa caffè.
Quando si presentano le condizioni goliardiche mi piace trattare il tema “passera” con le donne. Loro si vergognano molto e, a parte rari casi in cui si offendono, si divertono anche se si vergognano. Vogliono dare l'idea che l’argomento non le interessi quando tutti sanno che non è così. In genere invece, l’uomo ha maggiore facilità nel parlare del suo "pisello", alcuni amano proprio farlo, diventa il loro "pisello di battaglia".
A differenza di molti altri uomini, io penso che il "pisello", specie se dritto, sia estremamente ridicolo e eccessivamente “estroverso”. La passera, in tutte le sue enormi varianti, è molto più "introversa" ma ha molto più fascino (anche se il seno batte tutti). Del pisello apprezzo che è trasparente nelle sue reazioni, la sua vita è pubblica, mentre la passera a volte non è chiara nel dimostrare cosa sente, se sente.
Per quella che è la mia esperienza, le persone che sanno valorizzare meno la passera sono proprio le donne. È come se molte donne avessero in mano uno strumento meraviglioso che spesso non sanno suonare e lo affidano ad altri che lo sanno suonare ancora peggio. Di sicuro non sono abili nel descriverla, nell'esaltarne le qualità. In questo gli uomini sono maestri, gli uomini sono come gli americani con i monumenti: quando ne hanno uno, anche non eccezionale, lo valorizzano al massimo.

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