mercoledì 4 gennaio 2012

Simpamina

Simpaminarmi non mi metteva a disagio, ma mi rendeva molto più consapevole.
[...] È difficile spiegarlo. La sensazione che dava era di emergere per quanto brevemente, dalla confusione e dalla deriva della mia vita in quel periodo. Quasi fossi una macchina che all'improvviso si accorge di essere umana e non deve fare e rifare ciò per cui è stata programmata. C'entrava anche con l'attenzione. Non era la solita storia delle droghe che rendono i colori più luminosi o le musica più intensa. A intensificarsi era la consapevolezza della mia partecipazione attiva, del fatto che potessi davvero prestare attenzione.

[...] Era sconvolgente essere consapevole della consapevolezza. Forse sembrerà astratto o confuso, ma non lo era. A me sembrava vivo. Comunque è per questo che avevo un debole per la simpamina. Nè erano solo belle o piacevoli le cose di cui eri consapevole, sotto l'effetto della simpamina.
Parte della roba che portava alla consapevolezza non era piacevole, era semplicemente la realtà [...] Perciò non era tutto rose e fiori, che poi è uno dei motivi per cui la simpamina sembrava vera e importante anzichè stupida e piacevole come la marijuana. Certe cose erano di una vividezza imbarazzante.

[...] Perciò significava in sostanza risvegliarmi alla realtà di quanto fossi normalmente inconsapevole,e sapere che sarei tornato a dormire una volta finito l'effetto [...] Nel senso che non era tutto rose e fiori. Ma mi dava la sensazione di essere vivo, e probabilmente è per questo che mi piaceva. Mi dava la sensazione di essere davvero padrone di me stesso. Anzichè in affitto...non so.

È difficile da spiegare, e forse sto impiegando più del dovuto a cercare di spiegarlo. Nè sto cerando di comunicare un messaggio pro-uso-delle-droghe. Però era importante. Ora mi piace pensare alla simpamina come a una specie di segnale stradale o direzionale che indica eventuali possibilità nel caso riuscissi a diventare più consapevole nella vita di tutti i giorni. In questo senso, penso che l'uso di quelle droghe sia stata un'esperienza per me, perché ero sostanzialmente così irresponsabile e senza costrutto in quel periodo che mi serviva un tipo di segno molto chiaro e diretto del fatto che essere adulti vivi, responsabili e autonomi era molto più interessante di quanto all'epoca potessi anche solo immaginare.

3 commenti:

  1. Allora... l'uso della simpamina (Simpamina era il nome commerciale di un prodotto farmaceutico derivato dall'anfetamina, venduto in farmacia senza ricetta sino al 1972) descritto nel tuo post è solo una faccia della medaglia, quella dell'assunzione di una droga prima dell'avvento della dipendenza e assuefazione! Vorrei che si scrivesse anche di questo! Lo so che la tua è una metafora di qualcosa che non ci hai detto... Vorrei saperlo, sono curioso. P.S. i tuoi post mi piacciono molto perchè mi fai vedere sempre entrambe le facce della medaglia e qui invece? Ah.. La simpamina era utilizzata anche da Adolf Hitler! Gabri.

    RispondiElimina
  2. Mio caro lettore drogarsi fa male, crea dipendenza e può portare ad atroci sofferenze e alla morte ...così può andare??

    RispondiElimina
  3. Dimenticavo di indicare il tema vero che è la consapevolezza della vita in tutti i suoi aspetti anche più crudi e più veri, tipo gli amici a volte sono stronzi, l'amore quello vero è difficile da trovare e soprattutto da mantenere, il lavoro a volte non nobilita niente, dopo la morte non c'è niente che ci aspetta.
    Di fronte alle domande senza risposta della vita alcuni, putroppo, arrivano anche a drogarsi altri fanno finta di niente e rimangono inchiodati alla loro poltrona di false certezze. Cosi può andare come spiegazione definitiva?

    RispondiElimina