Simpaminarmi non mi metteva a disagio, ma mi rendeva molto più consapevole.
[...] È difficile spiegarlo. La sensazione che dava era di emergere per quanto brevemente, dalla confusione e dalla deriva della mia vita in quel periodo. Quasi fossi una macchina che all'improvviso si accorge di essere umana e non deve fare e rifare ciò per cui è stata programmata. C'entrava anche con l'attenzione. Non era la solita storia delle droghe che rendono i colori più luminosi o le musica più intensa. A intensificarsi era la consapevolezza della mia partecipazione attiva, del fatto che potessi davvero prestare attenzione.
[...] Era sconvolgente essere consapevole della consapevolezza. Forse sembrerà astratto o confuso, ma non lo era. A me sembrava vivo. Comunque è per questo che avevo un debole per la simpamina. Nè erano solo belle o piacevoli le cose di cui eri consapevole, sotto l'effetto della simpamina.
Parte della roba che portava alla consapevolezza non era piacevole, era semplicemente la realtà [...] Perciò non era tutto rose e fiori, che poi è uno dei motivi per cui la simpamina sembrava vera e importante anzichè stupida e piacevole come la marijuana. Certe cose erano di una vividezza imbarazzante.
[...] Perciò significava in sostanza risvegliarmi alla realtà di quanto fossi normalmente inconsapevole,e sapere che sarei tornato a dormire una volta finito l'effetto [...] Nel senso che non era tutto rose e fiori. Ma mi dava la sensazione di essere vivo, e probabilmente è per questo che mi piaceva. Mi dava la sensazione di essere davvero padrone di me stesso. Anzichè in affitto...non so.
È difficile da spiegare, e forse sto impiegando più del dovuto a cercare di spiegarlo. Nè sto cerando di comunicare un messaggio pro-uso-delle-droghe. Però era importante. Ora mi piace pensare alla simpamina come a una specie di segnale stradale o direzionale che indica eventuali possibilità nel caso riuscissi a diventare più consapevole nella vita di tutti i giorni. In questo senso, penso che l'uso di quelle droghe sia stata un'esperienza per me, perché ero sostanzialmente così irresponsabile e senza costrutto in quel periodo che mi serviva un tipo di segno molto chiaro e diretto del fatto che essere adulti vivi, responsabili e autonomi era molto più interessante di quanto all'epoca potessi anche solo immaginare.

Allora... l'uso della simpamina (Simpamina era il nome commerciale di un prodotto farmaceutico derivato dall'anfetamina, venduto in farmacia senza ricetta sino al 1972) descritto nel tuo post è solo una faccia della medaglia, quella dell'assunzione di una droga prima dell'avvento della dipendenza e assuefazione! Vorrei che si scrivesse anche di questo! Lo so che la tua è una metafora di qualcosa che non ci hai detto... Vorrei saperlo, sono curioso. P.S. i tuoi post mi piacciono molto perchè mi fai vedere sempre entrambe le facce della medaglia e qui invece? Ah.. La simpamina era utilizzata anche da Adolf Hitler! Gabri.
RispondiEliminaMio caro lettore drogarsi fa male, crea dipendenza e può portare ad atroci sofferenze e alla morte ...così può andare??
RispondiEliminaDimenticavo di indicare il tema vero che è la consapevolezza della vita in tutti i suoi aspetti anche più crudi e più veri, tipo gli amici a volte sono stronzi, l'amore quello vero è difficile da trovare e soprattutto da mantenere, il lavoro a volte non nobilita niente, dopo la morte non c'è niente che ci aspetta.
RispondiEliminaDi fronte alle domande senza risposta della vita alcuni, putroppo, arrivano anche a drogarsi altri fanno finta di niente e rimangono inchiodati alla loro poltrona di false certezze. Cosi può andare come spiegazione definitiva?