Quando si è giovani trovare punti di contatto è molto più facile: sport, passioni, hobby, interessi, uscite, disco, biretta, ragazze, play station, cazzeggio. Quando si cresce e le energie sono meno, il tempo è meno, le possibilità sono meno, le alternative si riducono, le cose si complicano. Non per questo sono meno belle, anzi, sono solo più complicate.
In molti mi dicono che ho fretta, che non do tempo, che tendo ad essere impaziente. Ma è come se, col tempo, il mio tempo sia diventato più pesante. I giorni sono diventati più preziosi, le ore più preziose, i minuti più preziosi. Cerco di star bene, di far star bene. Provo a godere al massimo di ciò che ho, ma allo stesso tempo mi piace conoscere anche altro. Forse cerco troppo, ma questo mi rende contento. “Produrre contentezza”, forse è diventato il mio scopo della vita.
Uno dei pochi meriti che mi riconosco è che ho le idee abbastanza chiare su cosa mi rende più contento. L’unico vera qualità che mi riconosco è di avere costanza nel perseguire e difendere tutto ciò che penso mi possa rendere più contento. Anche se è complicato raggiungerlo e tenerlo insieme al resto.

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