Inizio d’anno col botto dal punto di vista sportivo. Negli ultimi tre giorni sono uscito in bici ben due volte, dopo tre mesi in cui non l'avevo mai spostata dal cavalletto. Chiaramente è un fuoco di paglia, ma intanto ho messo fieno in cascina, il contachilometri ha iniziato a girare ripartendo da zero. L’obiettivo previsto è quello di eguagliare i circa 3000 km (pochissimi per un ciclista) del 2011. E per venerdì è prevista la partenza per una tre giorni in montagna solo uomini, che spero mi permetta di arginare l'enorme voglia di sci che mi ha assalito in queste settimane.
Mi sono preso anche la briga di ascoltare, in netto ritardo, il mio oroscopo per il nuovo anno. Salvo i primi due mesi così così, sembra non sia male. In particolare l’estate dovrebbe essere abbastanza esaltante. L’oroscopo per ci crede poco come me è perfetto: se è positivo tanto di guadagnato, se è negativo niente di preoccupante perché la responsabilità rimane sempre e solo mia.
Nel mio caso la lettura dell’oroscopo è, in piccolo, come la lettura delle previsioni meteorologia, è legata all’innato desiderio umano di poter prevedere il futuro senza farsi condizionare più di tanto. È una micro forma di onnipotenza un po’ ridicola ma rassicurante. In effetti la "previsione" aiuta ma poi il resto lo debbo fare io. Il navigatore segnala la curva, sta a me decidere se andare dritto. “Le previsioni si possono prevedere ma quando arriva il temporale non lo puoi fermare”.

0 commenti:
Posta un commento