giovedì 5 gennaio 2012

Piacere sottile

Per motivi "logisticofamiliari", ieri mi sono preso una giornata di ferie per stare con Luca. Io e lui soli tutto il giorno. Ovviamente è stato impegnativo ma molto piacevole. Il fatto è che nonostante faccia di tutto per uscire il più possibile, tra riposino, cacca, merendina, cartoni, e via discorrendo, gran parte del tempo inevitabilmente lo abbiamo trascorso tra le mura domestiche.

E così piano piano, come ho già detto, mi sto abituando a stare in casa. Sto facendo l'abitudine ad un gesto che fino a qualche anno fa era riservato, si e no, alla domenica pomeriggio o al "nevone". Proprio vero che ci si abitua a tutto. Ci si adatta anche a situazioni che non avresti mai pensato di accettare. E' triste e consolatorio al tempo stesso. Sto simpatizzando anche con i lavori domestici: pulisco, sistemo, aggiusto con molta più cura e attenzione. Ieri ad esempio ho passato l'aspirapolvere, ho pulito un ripiano dalle briciole e buttato alcune inutili cose.

Provo un piacere sottile a buttar via cose, un piacere che è quasi speculare ma non meno gustoso di quello che provo ad accumularle. Allo stesso modo provo un piacere sottile nel superare le esperienze già vissute, non perché non mi piacciano, ma per partire per un nuovo slancio, per una nuova avventura.

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