Fino al pomeriggio di ieri ho goduto di un indescrivibile senso di felicità. Inaspettatamente tutto mi è stato più chiaro, limpido, lampante. Improvvisamente è come se avessi unito i puntini di due anni di vita. Per due anni ho accumulato sensazioni, idee, pensieri, riflessioni, gioie, amarezze, esperienze belle e brutte e all’improvviso ci ho visto un senso, il quadro mi è parso nella sua interezza.
È difficile spiegarlo. La sensazione che ho avuto è stata quella di emergere, anche se per poche ore, dalla confusione. Quasi avessi assunto simpamina, tutto mi è apparso evidente, unito, sensato. Detto così capisco che appare astratto o confuso, ma ieri non lo era affatto, la sensazione era incredibilmente palpabile.
Partendo da una mia enorme fragilità (la paura di non essere amato e un profondo quanto inconsolabile senso di solitudine) sono arrivato a questa magica sensazione, attraverso un percorso che è durato parecchio, da cui mi sembra di uscire rafforzato interiormente.
Non mi dilungo oltre. Non provo neppure a spiegare, ieri l'ho fatto e i risultati non sono stati assolutamente all’altezza, per cui meglio evitare. Come dice H. Hesse in Siddharta, “le parole non colgono il significato segreto, tutto appare un po’ diverso quando lo si esprime, un po’ falsato, un po’ sciocco, sì, e anche questo è bene e mi piace moltissimo, anche con questo sono perfettamente d’accordo, che ciò che è tesoro e saggezza di un uomo suoni sempre sciocco agli occhi degli altri”.

...e allora senza domandare, senza chiedere mi accodo al tuo senso di felicità.
RispondiEliminaIo comunque già lo sapevo che non eri solo.
Fra sentirsi ed esserlo effettivamente, c'è qualcosa di immenso nel mezzo: l'io.
Ed Evviva Siddharta
Grazie Gianlu un abbraccio...
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