mercoledì 25 gennaio 2012

Dare il meglio

"Se a 28 anni non sei ancora laureato sei uno sfigato”. Per questa frase pronunciata dal viceministro Martone si è scatenato il finimondo di commenti e polemiche. Quindi mi sento libero di aggiungermi al coro. Parlare in generale è troppo semplice, ma io penso che si debba dare il meglio di sé. Con gli strumenti che hai, le capacità che hai, è giusto cercare di dare il meglio.

Per anni ho studiato e lavorato, per poi decidere di dedicarmi solo al raggiungimento della famigerato pezzo di carta. Mi sono laureato con due anni di ritardo, ma se non avessi lavorato mi sarei perso tante esperienze sul campo che mi hanno formato più di tanti esami complicatissimi di cui non ho mai capito il senso.

Se un lavoro lo fai al risparmio, non ti sembra di tradire te stesso? Ok, ci sta che sia un lavoro poco piacevole e che non ti serva che a sopravvivere, ma se ci si allena a non dare il meglio di sé, si finisce per adottare il tristissimo "sano realismo" o “tanto non ne vale la pena” come intero filo conduttore.

In un rapporto, se ti ritrovi solo a dire che hai bisogno dei tuoi spazi o smetti di parlare, se non ti impegni per mantenerlo vivo a costo di litigare, forse stai sbagliando qualcosa. Non perché in un matrimonio ci si debba annullare o non si possa “farsi anche un po’ i propri”, ma al contrario perché è quando ti impegni molto per qualcosa che ti senti meglio e esalti la tua unicità.

Se un bambino lo fai per poi non passarci il tempo e affidare la sua crescita solo ad altri, mi dici cosa lo hai fatto a fare? Non perché lo si debba mettere al centro di tutto immolandoti per lui, ma perché non c'è realizzazione di sé più grande che crescere chi speri sarà meglio di te.

Alla fine, a dare sempre tutto di sé non si sbaglia mai, neanche quando accade di cadere, di farsi male e di perdere. "Accendere grandi fuochi e alimentarli, a costo di bruciarsi".

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