Mi ha molto colpito la notizia dell'ammutinamento sul Concordia. Per dare il via all'evacuazione dei passeggeri ha dovuto prendere il comando il resto dell'equipaggio perché il comandente era troppo impegnato a pensare alla sua carriera e a sua mamma.
Ma il nostro paese è pieno di persone che hanno un lavoro ma non lo possono fare. Nel senso che ci sono persone che hanno un gran entusiasmo, idee, progetti, iniziat iva, professionalità ma non vengono messi nella condizione di potersi esprimere. Capi accentratori e incapaci, invidia, scarsa comunicazione, rivalità, statiticità delle idee e di ruoli, non permettono a tanti di fare quello che sanno fare.
Eppure sono fortunati perché hanno un lavoro, ma sono costretti ad accettare passivamente, non possono incidere o proporsi come vorrebbero. Allora si spengono. Prendono i soldi e vanno a casa frustrati. Non fanno le cose con passione, non ci mettono quel minimo di slancio perché pensano: “cosa lo faccio a fare”.
Tutti dovrebbero poter proporre ed essere ascoltati. Ancor di più in un momento di crisi come questo. Lavorare in modo demotivato e approssimativo è una autorete clamorosa per tutti. Vedi il Concordia.

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